| TACCHINO BRIANZOLO
Non si tratta di una vera e propria razza, ma può
ascriversi ad una popolazione di individui dotati di una certa uniformità
somatica, ricercati nella zona per le loro buone caratteristiche produttive. In
particolare il tacchino Brianzolo di media mole è un buon pascolatore,
è alquanto precoce nella crescita e si dimostra resistente alle più
comuni malattie dei tacchini. Presenta livree varie: nero, bronzato, grigio reticolato,
bronzato ad ali bianche. Localmente è noto come tacchino nostrano e, a
giudicare da testimonianze orali, sembra che in passato la colorazione grigia
reticolata fosse quella degli animali comunemente allevati nelle aie della Brianza.
Altra sua caratteristica somatica è la colorazione delle caruncole della
testa che spesso, anziché rosse, sono di colore aranciato. Non vi è
alcun cenno a livello bibliografico su questa popolazione e le aziende agricole
che ne curano l'allevamento sono per la maggior parte a conduzione familiare,
indirizzando l'intera produzione in ambito locale. Il tacchino Brianzolo presenta
similitudini sia per la taglia che per le colorazioni con la razza belga Ronquieres.
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T. Brianzolo
f. A.Zanon | T.
Brianzolo nel 1946 | juv.
T. Brianzolo foto A.Zanon | TACCHINO BRONZATO
COMUNE Si tratta di una razza veneta di tipo
leggero assai diffusa in ambito locale. La colorazione è quella classica
bronzata, pelle bianca a volte giallastra, tarsi carnicini; peso del maschio 6
kg, peso della femmina 3-4 kg. Attualmente alcune aziende venete, orientatesi
verso la produzione di pollame biologico, commercializzano questo tipo di animale
durante le festività natalizie ottenendo un certo riscontro. Il tacchino
Bronzato Comune conserva una buona attitudine alla cova e una discreta deposizione.
Può essere essere utilizzato nella cova di razze meno propense all'allevamento
naturale. (Arduin M., 1991, 1992).
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T. Bronzato Comune foto
A.Zanon | | |
T. Bronzati Comuni
f. M. Arduin | TACCHINO BRONZATO DEI COLLI
EUGANEI Si tratta di un tacchino di piccola
mole, estremamente leggero. Sembra differenziarsi rispetto al Bronzato Comune
per una colorazione più ricca di riflessi bronzati e per una maggiore dimensione
delle caruncole della testa (Cornoldi G., 1965, Mazzon I., 1932). Attualmente
un gruppo in purezza del tacchino Bronzato dei Colli Euganei sembra essere allevato
presso il parco avicolo dell'Istituto San Benedetto da Norcia di Padova. Nella
zona di origine dei Colli Euganei attualmente vengono allevati animali di grossa
mole, probabilmente di origine commerciale e non sembra più essere allevato
questo tacchino di piccola mole.
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| | Bronzato
dei Colli Euganei
f. A.Zanon | |
Bronzato dei Colli Euganei f.
C.L. Fracanzani | | TACCHINO
CASTANO PRECOCE (CASTANO D'ITALIA) Selezionato
alla Stazione Sperimentale di Pollicoltura di Rovigo dal Prof. Raffaello Quilici,
si tratta di un tacchino di media mole; in entrambi i sessi il colore di fondo
ha una tonalità rosso castagna uniforme con piumino bruno. E' tollerata?
(richiesta quale carattere di razza) la presenza del disegno barrato sulle ali
e l'orlatura biancastra sulle timoniere e sul sopracoda (Arduin M., 1991, 1992,
1996; Cornoldi G., 1965). La pelle è biancastra (per alcuni autori
dovrebbe essere giallastra), i tarsi sono carnicini. Da un punto di vista genetico
il colore è dovuto all'effetto di un gene recessivo legato al sesso, avente
la proprietà di diluire il colore nero bronzato. Questa caratteristica
peculiare del tacchino Castano Precoce lo rende utile nella produzione di pulcini
autosessabili alla nascita mediante la colorazione del piumino. Infatti accoppiando
maschi Castani a femmine di razza Bronzata Comune si ottengono nella prole maschi
Bronzati e femmine Castane, nettamente distinguibili sin dalla nascita. La tutela
del tacchino Castano è quindi importante quale raro esempio di razza autosessabile
in ambito della specie. Attualmente la consistenza della razza si è molto
ridotta, forse a causa della chiusura di alcuni centri che ne curavano la riproduzione.
Segnalato un progetto di ricostituzione da parte dell'Università di
Padova. (vedi anche pag. novità su
questo sito) |
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| coppia di T. Castano Precoce (o Castano d'Italia) |
T. Castano Precoce f.
M.Arduin | | |
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| Gruppo di Castano Precoce | Coppia
di Castano Precoce | | |
| Tacchinotti di Castano Precoce f.
M.Arduin | TACCHINO DI AVELLINO Si
trattava di un tacchino di taglia assai limitata di cui si sfruttava in particolare
la propensione alla cova. La livrea era di colore bianco con rare macchie nere
all'estremità delle remiganti. Sembra da documenti dell'epoca che tale
colore derivasse da reiterati incroci fra tacchini neri e bianchi. La razza di
Avellino è attualmente estinta. (Vecchi A., 1944; Cornoldi G.,
1965; Falaschini A., 1965). | | |
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| | | disegno (coppia) di tacchino
di Avellino ill.ne di .S.Zanon | | | TACCHINO
DI BENEVENTO Il tacchino di Benevento si
presentava di colore rossiccio cupo, rosso mattone o più spesso fulvo con
rare macchie nere all'estremità delle penne. Era una razza assai rustica
buona pascolatrice e con ottima propensione alla cova. Purtroppo anche la razza
di Benevento è estinta a causa dell'introduzione di razze più
precoci e produttive. (Vecchi A., 1944; Cornoldi G., 1965; Falaschini A., 1965).
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| | | disegno (coppia) di tacchino
di Benevento ill.ne di .S.Zanon | | | TACCHINO
DI PARMA E PIACENZA Trattando questa popolazione,
che peraltro non sembra ascrivibile ad una vera e propria razza, si parla di una
taglia alquanto più grossa rispetto agli altri tacchini locali, ad un piumaggio
perlopiù grigiastro, privo dei riflessi cangianti e quindi non suscettibile
ad essere confuso con un tacchino di colorazione Bronzata. La pelle del tacchino
di Parma e Piacenza era di un bianco intenso, tanto che le carcasse di questi
animali venivano facilmente distinte dai tacchini di Romagna, dotati spesso di
pelle giallastra (Vecchi A., 1944; Cornoldi G., 1965). Segnalati alcuni
capi nella zona collinare di Piacenza.
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T. di P. e Piacenza f.
A.Zanon | T. di Parma e Piacenza
1950 | TACCHINO DI ROMAGNA
Il Tacchino di Romagna non aveva
caratteri ben definiti per quanto riguarda la colorazione, autori dell'epoca affermano
che derivasse da più razze fra loro da tempo meticciate, incrociate e trascurate.
La taglia era per lo più ridotta (4-7 kg in media con punte massime di
8-9 kg ad un anno di età.) e generalmente la pelle era gialla paglierina.
Questo carattere che poteva ad alcuni risultare gradito, era però sgradito
dalla maggior parte dei commercianti di pollame, poiché toglieva uniformità
al prodotto; pertanto anche le cronache dell'epoca mettono in evidenza il minor
prezzo al quale venivano acquistati questi animali a ragione della loro pelle
gialla (Vecchi A., 1944; Cornoldi G., 1965). Il tacchino Romagnolo
quando le produzioni italiane varcavano le alpi, aveva un ottima reputazione sui
mercati di Parigi e Londra dove si apprezzavano animali di taglia ridotta 2,5-3
Kg. Sembra da documentazioni fotografiche (vedi foto sotto) dell'epoca
che l'allevamento del tacchino per utilizzarlo nell'incubazione delle uova fosse
una pratica estremamente diffusa, tanto che in ampi casali di campagna intere
stanze venivano riempite di ceste nelle quali le tacchine si dedicavano alla cova
(Savorelli G., 1928, 1929). 
Allevamento del T. di Romagna nel 1927
Colorazioni
molto comuni di tale gruppo etnico erano: bianco picchiettato di nero, bianco
picchiettato di rosso, bronzato ad ali nere, grigiastro(?), variopinto(?), screziato
con aree del piumaggio simili a quelle del pavone?, rosso paonazzo, nero sbiadito.(Tortorelli
N.,1926) Il Babini di Russi Parla pure di un ottimo incrocio (Inglese X Romagnolo)
che raggiungeva i 9-10 kg. Sembra plausibile supporre che per Inglese si intendesse
il Nero di Norfolk o il Bronzato di Cambridge. Segnalata sopravvivenza?
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tacchini bronzati ad ali nere foto L.Rizzini
| TACCHINO
DI TREVISO Le descrizioni parlano esclusivamente
di animali a piumaggio scuro e pelle bianca; pertanto non è possibile esprimere
un giudizio seppur sommario sul tipo di animale descritto. L'ipotesi più
plausibile fa supporre che il tacchino di Treviso potesse sovrapporsi per conformazione
e peso al tacchino Bronzato Comune (Vecchi A., 1944; Cornoldi G., 1965).
TACCHINO ERMELLINATO DI ROVIGO Creatore
di questa razza di tacchini fu il Prof. Raffaello Quilici che nell'annata 1958
presso l'Istituto Sperimentale di Pollicoltura di Rovigo, allo scopo di migliorare
le caratteristiche produttive del tacchino comune, iniziò l'introduzione
di sangue della pregevole razza americana Narragansett con l'intento di trasmettere
alla progenie le eccezionali caratteristiche di precocità e taglia della
succitata razza. In prima generazione, come ci si poteva del resto aspettare,
la progenie risultò favorevolmente influenzata tanto che gli F1, oltre
ad essere più precoci rispetto ai genitori, risultavano uniformi come piumaggio
di un intenso grigio argenteo come nella razza Narragansett. Negli anni successivi,
la selezione prese una svolta quando apparve per mutazione un esiguo gruppo di
animali a piumaggio ermellinato, dotati delle seguenti caratteristiche di peso:
| Periodo del controllo | Peso
del maschio | Peso della femmina |
| 14 settimane di età | 3,400
kg | 2,500 kg | | 24
settimane di età | 6,800 kg |
4,200 kg | | 35
settimane di età | 9,500 kg
| 5,200 kg |
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| Gruppo di T. Ermellinato di Rovigo |
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Ermellinato di Rovigo  |
tacchinotto (di un giorno) di Ermellinato di Rovigo |
Fu proprio su questi animali che si concentrò
la selezione del Prof. Quilici che, una volta uniformati taglia e colorazione
degli animali, 10 kg il maschio, 4-5 kg la femmina, battezzò la nuova razza
con il nome di tacchino Ermellinato di Rovigo e fu in grado di proporla commercialmente
(Arduin M., 1991, 1992, 1996; Cornoldi G., 1965). La sorte di questa razza
fu poi come per molte altre quella di essere superata e sostituita dai moderni
ibridi commerciali e solo piccoli gruppi furono conservati a scopo didattico.
Attualmente su questa nostra razza si tende a fare notevole confusione con un'altra
pregevole razza tedesca, anch'essa dotata di mantello ermellinato (Crollwitzer).
Per chiarire l'equivoco in cui si cade spesso di considerare l'Ermellinato di
Rovigo una brutta copia del Crollwitzer, occorre fare un passo indietro nella
formazione delle razze ermellinate di tacchino. Bisogna infatti precisare, come
del resto confermatomi dal Club per la conservazione del tacchino belga ( Turkey
Breeders Club De Filisoof van Ronquieres), che le prime testimonianze di tacchini
di questa colorazione risalgono storicamente a molti secoli addietro, quando si
andava formando nelle campagne belghe una razza di tacchino di taglia minuta (Ronquieres).
Questo tacchino, originato dalle prime importazioni provenienti dall'America,
una volta reintrodotto negli Stati Uniti per le sue buone capacità di deposizione,
fu alla base della formazione di molte pregevoli razze da reddito e servì
inoltre nella creazione del tacchino Ermellinato Statunitense (Royal Palm).
Allo stesso modo i tedeschi si servirono del Ronquieres nella formazione della
loro razza Crollwitzer. Risulta pertanto chiaro come la comparsa di tacchini ermellinati
nella popolazione di incrocio selezionata dal Quilici fosse da ascrivere a più
o meno recenti incroci con la razza Ronquieres. Da molti allevatori viene
lamentata la scarsa uniformità della colorazione dei tacchini Ermellinati
di Rovigo e molto spesso si procede a sconsiderati incroci con la Crollwitzer,
molto più uniforme a ragione della notevole selezione eseguita dagli allevatori
tedeschi. L'attuale indirizzo selettivo dovrebbe invece essere volto ad appurare
se esistono ancora caratteristiche somatiche o produttive in grado di caratterizzare
questa nostra razza, interessandosi inoltre al miglioramento morfologico degli
animali. Il tacchino Ermellinato di Rovigo presenta tuttora un certo numero di
allevatori e sembra pertanto importante tutelare la razza nella sua purezza genetica,
nell'intento di valorizzarne le caratteristiche produttive.
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| | Ermellinato di Rovigo f.
A.Zanon | | Ermellinato
di Rovigo
f. A.Zanon | | | | | |
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| | Ermellinati di Rovigo 1960 | |
Ermellinato di Rovigo f.
V.Masconni | | TACCHINO LILLA DI CORTICELLA
(BOLOGNA) Durante lo studio da parte del
prof. Ghigi della trasmissione della colorazione blu (azzurro) negli avicoli,
nella prima metà del 1900 furono oggetto di allevamento presso la Stazione
Sperimentale di Pollicoltura di Rovigo numerose razze avicole dotate di questo
carattere. Tra queste fu acquistato un gruppo di tacchini di razza Blu (Slate)
che, nelle generazioni che seguirono, produssero una discendenza per metà
di colorazione Blu-ardesia, per un quarto di colorazione Bronzata e per il restante
quarto di un vago lilla pallido, "color del cielo all'aurora". Le penne
del groppone e del sopracoda mantenevano l'orlatura bianca e per i restanti caratteri
di fertilità, peso e rusticità gli animali erano perfettamente simili
a quelli della razza pura progenitrice. Da questo iniziale gruppo di animali il
Ghigi volle fissare stabilmente questo fenotipo ed incrociando gli animali di
colorazione Lilla fu ben presto in grado di stabilizzare definitivamente la nuova
razza. L'allevamento del tacchino Lilla fu poi affidato alle cure della Dott.
Anita Vecchi, che operava presso l'allevamento nella Stazione Provinciale di Avicoltura
di Bologna a Corticella e, in onore del suo impegno nel curare la selezione della
nuova razza, il Ghigi volle infine battezzarla come Lilla di Corticella o di Bologna
(Ghigi A., 1936; Vecchi A., 1944). Si può dire che il tacchino
Lilla di Corticella aveva un mantello uniformemente colorato di azzurro pallido,
quasi grigio acciaio, con leggeri riflessi rosei. Le timoniere, le penne del groppone,
del sopracoda e le posteriori dei fianchi avevano un margine di colore più
chiaro tendente al bianco. Tarsi da rosa a bianco; peso tra i 9 e i 10 kg per
il maschio, 6-7 kg per le femmine. Con il sopraggiungere dei moderni ibridi a
piumaggio bianco, l'allevamento del tacchino Lilla fu interrotto e sembra che
questa razza andò completamente distrutta. Visitando il Parco avicolo
dell'Istituto San Benedetto da Norcia risulta essere allevato un tacchino molto
simile al Lilla di Corticella di origine incerta. Gli animali infatti, sottoposti
ad un intenso piano di riproduzione, fanno emergere oltre al fenotipo lilla soggetti
a piumaggio alquanto simile alla razza Narraganssett; sarebbe quindi opportuno
ampliare le conoscenze sull'origine di questi animali ed eventualmente sottoporli
ad una selezione volta a fissare definitivamente la colorazione Lilla. Tacchini
di colorazione Lilla vengono allevati comunemente negli Stati Uniti e sembra che
questi animali godano di una certa popolarità in alcuni stati. Segnalata
sopravvivenza? | |
tacchino Lilla di Corticella o di Bologna 
nel 1944 | TACCHINO NERO D'ITALIA Si
tratta di un tacchino la cui selezione è stata curata da un gruppo di allevatori
lombardi che, operando una sorta di controselezione volta a ridurre la taglia
degli animali, sono riusciti ad ottenere animali di piccola taglia, maschio 4-6
kg, femmina 2,5-3,5 kg. Gli animali hanno tarsi piuttosto corti, ma ben proporzionati
e presentano livrea nero cangiante su tutto il corpo, tarsi da rosso scuro a viola
e pelle perfettamente candida. Seppur di recente selezione, il Nero d'Italia si
rifà ad una popolazione di tacchini neri diffusa in modo puntiforme in
Italia Settentrionale e antecedente all'introduzione del tacchino Bronzato Americano,
come del resto confermato dalle fonti bibliografiche (Cortese M., 1978; A.A.V.V.,
1996). Volendo ipotizzare l'origine di questa popolazione, sembra plausibile
pensare che i tacchini neri presenti in Italia fossero originati dall'introduzione
dell'antica razza francese Noir de Sologne, un tempo molto apprezzata come razza
incrociante nel miglioramento di popolazioni locali. 
T. Nero d'Italia foto
A.Zanon
Descrizione
delle razze 
I tacchinotti appena nati già si differenziano per tipo di razza (e
colorazione), eccovi un esempio in questa foto. Il piccolo di tacchino Bronzato
avrete notato che ha conservato le stesse caratteristiche della specie progenitrice
selvatica.
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