Per praticità abbiamo elencato in 4 pagine le razze italiane.
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ANCONA
Si trattava senza dubbio della razza a più larga diffusione dell'intera Italia centrale. Prende il nome della città omonima non tanto perché originaria della sola provincia marchigiana, ma perché da questa partì intorno al 1848 alla volta dell'Inghilterra, dove fu sottoposta ad un'attenta selezione morfologica volta ad ottenere animali dallo splendido piumaggio macchiettato. Fu nel 1880 che l'allevatore Mr. M. Cobb riuscì ad ottenere quanto ricercato, presentando in mostra un superbo gruppo di razza Ancona. Successivamente, nel 1910, in una mostra di Birmingham, fu presentato un nuovo ceppo di Ancona, dotato di cresta a rosa (A.A.V.V., 1999; Arduin M., 1992). L'America, dove questa razza fu oggetto di appassionato allevamento, ricevette invece i primi esemplari intorno al 1888. Permangono molti dubbi sulla vera origine della razza che, pur essendo della stessa taglia della Livornese, se ne differenzia per numerosi caratteri, tra cui il temperamento più calmo e la presenza di tarsi di colore giallo variegato di nero-verdastro (descrizioni della razza relative agli anni 1890-1900 non danno menzione della picchiettatura ai tarsi, addirittura considerandola difetto poiché ottenuta dall'incrocio con polli di razza Minorca volto ad ottenere soggetti più pesanti) (Giavarini I., 1983; Pozzi G., 1961; Ghigi A., 1968,1930; Taibel A., 1926; Vecchi A., 1944; Trevisani G., 1936).
L'Ancona primitiva era presumibilmente un pollo dal mantello nero-verdastro irregolarmente macchiettato di bianco e solo grazie all'accurata selezione fatta dagli allevatori stranieri si poté ottenere un mantello picchiettato così regolarmente: osservando infatti il piumaggio da vicino, si nota che sul fondo totalmente nero brillante a riflessi verde metallico, alcune penne, ma non tutte, terminano con una macchia bianca a forma di V. Le falciformi, le timoniere e le remiganti devono invece avere tutte la punta bianca.
La cresta è semplice, diritta, con cinque denti ben sviluppati e con il lobo posteriore che segue la nuca senza toccarla; nella gallina è invece portata piegata senza coprire l'occhio; nel ceppo a cresta a rosa, invece, assume la forma di rognone, ben impiantata piuttosto anteriormente sul cranio. Gli orecchioni sono bianchi, mediamente grandi, tollerati se di colorazione crema. La pelle è gialla. Il peso del gallo è di 2,0-2,5 kg, della gallina di 1,8-2,2 kg. Le uova hanno un peso minimo di 50 g con guscio perfettamente bianco (A.A.V.V., 1996).
Da quanto si rileva da alcuni autori, soggetti superbi di questa razza erano allevati dal prof. Ricci di Valmadrera e più recentemente dall'avvocato Garagnani nella sua tenuta di Zola Predosa (BO). La scomparsa di questi allevatori, intorno alla metà del 1900, fu all'origine di un generale abbandono della razza.
Attualmente un rinnovato interesse nei confronti delle razze autoctone ha permesso una ripresa generalizzata della razza che è ben rappresentata nelle mostre avicole italiane e straniere.
Purtroppo rimane la cattiva abitudine da parte degli appassionati della razza di acquistare riproduttori per lo più stranieri, Germania in particolare piuttosto che orientarsi sulla selezione di un vero ceppo italiano.

 
Gallo Ancona
Gallina Ancona  durante una esposizione (vedi laccio alla zampa)
 
 
Ancona  1937
Ancona  1937
 
 
 
 
Ancona  foto F. Focardi
Ancona   foto F. Focardi
 
 
 
 
Ancona
pulcini di razza Ancona  foto V. Masconni
 

ARGENTATA DI ROVIGO
Appartiene alle razze sintetiche, fu creata intorno al 1930 presso la stazione sperimentale di pollicoltura di Rovigo per volere dell'allora direttore prof.Ghigi allo scopo di migliorare le qualità produttive del pollame locale (Arduin M.,1991). le razze progenitrici furono la Dorking Silver, la Sussex Light e la Livornese Argentata. Si procedette inizialmente ad un primo incrocio fra le razze inglesi Sussex e Dorking allo scopo di fissare ed uniformare il tipo da carne, successivamente si intervenne con la Livornese Argentata per trasmettere le buone caratteristiche di deposizione e rusticità. Ben presto si giunse alla stabilizzazione della razza che presentava livrea argentata cresta semplice orecchioni rossi intensamente macchiati di bianco e tarsi dal giallo pallido al bianco roseo privi del carattere pentadattilo del Dorking. Interessante era l'uso che veniva fatto delle galline Argentate di Rovigo nell'incrocio con galli Rhode Island Red allo scopo di ottenere pulcini autosessati al momento della schiusa, grazie al diverso colore del piumino. Questa sua pregevole caratteristica fu largamente utilizzata prima che facessero la loro comparsa i più moderni "ibridi" a piumaggio bianco.
La razza subì in seguito un costante e continuo regresso numerico vuoi per la nascita di nuove razze industriali vuoi per un indebolimento dovuto alla sempre più stretta consanguineità. Ben presto ne fu interrotta la moltiplicazione anche presso il centro sperimentale avicolo di Bologna che ne curava la selezione e sembra si estinse intorno agli anni '50 (Ghigi A.,1968).

 
gallo di Argentato di Rovigo
 
bel gruppo di Argentata di Rovigo
 
 
A. di Rovigo
 
gruppo di Argentate di Rovigo foto del 1960
 

BIANCA DI SALUZZO O DI CAVOUR
Sebbene non esista citazione bibliografica da riferire a questa razza sembra appurato, da ricercatori del luogo, che la razza Bianca di Saluzzo sia da sempre diffusa nelle campagne intorno a Cuneo. I primi soggetti recuperati da un gruppo di allevatori appassionati delle vecchie razze locali fu esposto nel 1996 ed attualmente è in corso uno studio sui soggetti esistenti volto a verificare la possibilità di standardizzare la razza. Dalla bozza di standard presentata dagli allevatori sembra che la Bianca di Saluzzo assomigli molto al classico pollo mediterraneo italiano, animale che andava popolando l'intera penisola e per il quale si soleva utilizzare, come appellativo, quello della località di provenienza.
La B.S., nei suoi tratti somatici, è un pollo di forma rettangolare, allevato per la produzione di uova e di carne, con cresta semplice, eretta nel gallo e piegata, senza coprire l'occhio, nella gallina; l'orecchione è bianco-giallastro, a volte riccamente variegato in rosso (difetto dovuto alla scarsa selezione volta ad uniformare i caratteri somatici). Le zampe e la cute sono gialle e la livrea è bianca a riflessi giallastri, pertanto appartenente a razza poco selezionata presumibilmente di tipo primitivo. Il peso si aggira intorno a 1,9-2,4 kg nel gallo, 1,7-2,2 kg nella gallina. La coda è portata piuttosto eretta e questo, a dire dei suoi sostenitori, è una caratteristica peculiare. Attualmente la B.S., la cui consistenza è stimata in alcune centinaia di capi, è obbiettivo di un progetto di recupero ed alcuni istituti agrari del luogo si sono attivati allestendo pollai per il mantenimento di gruppi riproduttori.

gruppo di Bianca di Saluzzo
Bianca di Saluzzo
gruppo di razza Bianca di Saluzzo foto A. Manassero
Bianca di Saluzzo

BIONDA PIEMONTESE (B. CUNEO, ROSSA DI CRIVELLE, B. DI VILLANOVA, NOSTRALINA )
Si tratta di una razza tuttora diffusa che, nonostante il continuo contatto con pollame ordinario di tipo commerciale, è riuscita a mantenere una certa purezza genetica grazie alla preferenza attribuitagli dalle popolazioni locali. I primi studi sulla razza locale Piemontese furono compiuti dal Centro Avicolo Sperimentale di Torino per cura del suo direttore Vittorino Vezzani che si occupò della selezione della razza. La popolazione Piemontese, a quanto rilevato dal Vezzani nel 1938, rappresentava il 69% della popolaziona avicola di Novara, il75% di quella di Aosta, l'85% di quella di Torino e la quasi totalità del patrimonio avicolo della provincia di Cuneo.
Attualmente, seppur molto ridotta numericamente, la razza Piemontese è ancora presente sul territorio e sembra infatti strano che solo recentemente alcuni allevatori si siano resi conto della necessità di tutelare questa razza locale. In particolare intorno al 1996 vi furono le prime apparizioni della razza presso alcune mostre avicole locali, ma tutt'oggi, forse anche a causa di alcuni campanilismi che vogliono attribuire la natalità della razza chi al comune di Cuneo chi a quello di Crivelle in ragione di una diversa colorazione dell'orecchione, permane l'assenza di uno standard preciso. Tutto ciò non può che ostacolare il recupero della razza che, pur non essendo fissata, presenta una discreta uniformità di caratteri degna di nota.
La Bionda Piemontese è caratterizzata da una conformazione di tipo mediterraneo piuttosto corpulenta, a becco robusto e giallo, a volte sfumato di scuro; la cresta è semplice, rossa ed alquanto sviluppata, eretta nel gallo, pendente da un lato nella gallina; orecchioni di media grandezza, bianchi, spesso con venature rosse; tarsi nudi gialli a venature rosse; pelle gialla; la livrea è piuttosto uniforme di tipo giallo a coda nera; il peso del gallo si aggira intorno ai 2,0-2,5 kg, mentre quello della gallina è di 1,6-2,0 kg. I soggetti di quattro mesi pesano da 1,2 kg al 1,4 kg. L'uovo è di colore bianco, leggermente tendente al grigio ed al giallo, con peso compreso tra i 53 ed i 60 g. L'istinto alla cova è tuttora presente e la gallina Piemontese è pure una discreta deponitrice invernale.
La razza Piemontese, come del resto l'altra razza regionale, è attualmente soggetto di un progetto volto a tutelare e ad incrementare la consistenza numerica della razza che vede coinvolti, oltre agli allevatori hobbisti, alcuni istituti agrari che si sono impegnati nella moltiplicazione e distribuzione di giovani esemplari (A.A.V.V.,1999).
Alcuni recenti chiarimenti riguardo questa razza vengono da uno studio morfologico da me condotto su un largo numero di esemplari osservati nella provincia di Alessandria, Cuneo e Torino e possono essere riassunti come segue.
Tipo Cuneo: ha orecchioni rossi, forma più pesante; a volte cresta eretta nella femmina. Sembra derivi da un incrocio e successivo meticciamento con la New Hampshire, come provato da alcuni documenti dello zootecnico Vezzani.
Le uova, spesso non del tutto bianche, sono da attribuire a questo insanguamento.
Tipo Alessandria: più spiccatamente di forma mediterranea, ha grandi orecchioni bianco giallastri, grossa cresta pendente nella femmina; a volte oltre alla coda nera sono presenti lancette con disegno nero al collo. Segnalati esemplari a collo nudo identici per colorazione e forma.
Tipo Torino: simile al tipo Alessandria, a volte cresta eretta nelle femmine (zona di Chieri).

 
 
 
Bionda Piemontese (tipo Alessandria)
testa di Bionda Piemontese (tipo Alessandria)
 
 
 
 
Bionda Piemontese (tipo Cuneo)
 
Bionda Piemontese (tipo Cuneo)
 
 
 
 
Bionda Piemontese (tipo Cuneo)
Bionda Piemontese (tipo Alessandria)
 
 
 
 
Bionde Piemontesi   (di tipo Alessandria)
 

BOFFA
Notizie di questa razza si hanno per la prima volta nel 1887 nella rivista "Guida del Pollicoltore" di Italo Mazzon. La Boffa era assai diffusa su tutto il territorio padovano, sebbene non se ne conoscesse con precisione l'origine. La razza era caratterizzata da una bella cresta semplice, eretta, ben dentellata nel gallo, mentre la barba, terminante in una gorgèra, nascondeva gli orecchioni bianchi ed i bargigli. I tarsi nudi variavano dal colore bianco al grigio, al nero, al verde ed al giallo, che era comunque quello preferito. La gallina aveva gli stessi caratteri, sebbene la cresta fosse pochissimo elevata e leggermente ripiegata quando iniziava la deposizione. Il corpo era compatto con piumaggio soffice e mantello che non presentava contatti con quello delle altre razze di galline locali (Mazzon I., 1934).
Il pollaio provinciale di Padova ebbe modo di riunire alcuni soggetti di varietà Avana molto scura, che andarono a comporre gruppi che servirono anche all'importazione della razza in Inghilterra intorno al 1930. Era inoltre diffusa una varietà bianca, presentata con ottimi risultati all'esposizione nazionale della "Fiera del Levante". La Boffa era infatti apprezzata come ottima produttrice di uova bianche con medie che superavano le 160 uova del peso avvicinatesi ai 70 g. La gallina arrivava ai 2,5 kg di peso ed il gallo a 3 kg. Per il suo carattere mansueto si adattava anche a piccoli spazi, caratteristica vantaggiosa in alcuni ambiti. Gruppi di tale razza vennero conservati presso il pollaio provinciale. Con un provvedimento di legge del 1937, tali strutture furono trasformate in Osservatori avicoli: nacque così l'Osservatorio di Padova affidato alla direzione del reggente zootecnico Giuseppe Squadroni, che ebbe in consegna il materiale vivo del pollaio provinciale. Fu, a questo punto, che egli, persuaso dagli scarsi risultati raggiunti, prese la decisione di abbandonare l'allevamento della razza Boffa e delle altre razze locali moltiplicate dall'Osservatorio Avicolo, condannando inevitabilmente la razza all'estinzione (Fracanzani C. L., 1996). Razze simili per alcune sue caratteristiche morfologiche sembrano essere la Barbuta di Turingia e la francese Faverolles. Volendo ipotizzare una parentela fra la Boffa e le altre razze padovane si può presumere che questa derivi dall'incrocio di polli ciuffati (Padovana Gran Ciuffo o Polverara) con polli comuni di tipo mediterraneo. Attualmente la Boffa è completamente scomparsa anche se è piuttosto comune osservare polli barbuti nelle campagne venete ma probabilmente si tratta di qualche residuo incrocio con razze estere.


Boffa, bianca 1948

BRIANZOLA
Di questa razza particolarmente pregevole parla l'esperto avicolo C. A. Gonin in una sua lettera presente all'interno del Trattato "Pagine sparse di Avicoltura" (Pascal T., 1925). Racconta infatti che in Lombardia e più precisamente nella zona della Brianza era presente una razza che godeva di un certo credito, tanto che sul mercato milanese i polli Brianzoli spuntavano un valore commerciale nettamente superiore. Descrivendola il Gonin parla di animali con caratteristiche assai simili a due pregiate razze belghe (Braekel, Campine) ossia di animali a cresta semplice, orecchione bianco, tarsi scuri e livrea fittamente barrata in tutto il corpo tranne che sulla testa e sul collo, che risulta di colore bianco argenteo. Inoltre afferma di aver avuto esperienza nell'allevamento di questa razza dal momento che, avendo un allevamento a Chiaravalle Milanese, presso il comune di Merate poteva acquistare tali polli. Il Gonin precisa inoltre che vi era un allevatore comasco che teneva in grande considerazione la razza Brianzola e la proponeva tramite annunci ad allevatori belgi, vantandosi dei lusinghieri risultati produttivi e della grande resistenza alle malattie di questi animali.
La razza Brianzola, seppur non supportata da ulteriori citazioni bibliografiche, si può supporre imparentata al ceppo di razza Romagnola e presenta punti di contatto a livello morfologico con la Bresse Grigia e con Herginies dei francesi (Périquet J. C., 1994).

CAPPELLONA
Razza originaria della provincia di Padova, sembra derivasse dall'insanguamento della razza Comune padovana con razze ciuffate locali (Padovana Gran Ciuffo, Polverara). L'appellativo di "cappellona" le derivava da un piccolo ciuffetto di piume alla base della cresta, spiovente sulla nuca: la cresta era a coppa, ma molti soggetti potevano presentarla semplice e assai ridotta. Questo gruppo etnico è interessante dal punto di vista genetico in quanto presenta similitudini notevoli con le razze francesi (Caumont e Pavilly). Tutto ciò avvalora l'ipotesi che la presenza di razze ciuffate andava determinando nelle regioni in cui erano presenti alcuni fenotipi dotati di mutazioni genetiche in modo disgiunto: razze barbute, con piccolo ciuffo, con grande ciuffo ma senza barba, ecc…che andavano via via fissandosi a seconda delle preferenze degli allevatori. Questo potrebbe spiegare la presenza di razze molto simili in zone geograficamente molto distanti. La Cappellona non fu mai oggetto di cure particolari volte a fissare uno standard preciso: sembra che avesse per lo più piumaggio nero, orecchione bianco e tarsi scuri, ma non riscosse mai grande credito fra gli allevatori italiani. Sembra che fosse ancora presente verso il 1940, ma negli anni successivi scomparve completamente.

CIUFFINE GHIGI
La creazione di questa razza e delle sue varietà si deve al talento e al rigore scientifico del prof.Ghigi che durante la sua direzione presso la Stazione Sperimentale di Pollicoltura di Rovigo, tra il 1920 e il 1930 volle studiare quale fosse il comportamento ereditario di una serie di caratteri antagonisti quali l'ernia cerebrale presente nei polli Padovani, associata alla presenza di ciuffo e di una particolare forma della cresta e delle narici; In confronto ai caratteri dei comuni polli. Inoltre era interessato al comportamento ereditario del peso in tali soggetti (Arduin M.,1991).
La prima varietà cronologicamente creata fu quella nera ;il Ghigi si valse dell'incrocio fra polli Bantam di Giava neri e polli Padovani Ciuffati cercando di selezionare animali di taglia ridotta dotati di ciuffo abbondante. Risultarono dalla selezione due sottovarietà una barbuta e l'altra priva di barba e favoriti. Il colore di entrambi i sessi era nero intenso a riflessi verde metallico cresta rudimentale orecchioni bianchi ben visibili tarsi ardesia peso oscillante fra i 500 e i 550 g con spiccata propensione alla cova e all'allevamento della prole. Complessivamente questi animali ricordavano molto il Giava.

 
 
 
Ciuffina Ghigi varietà nera 1930
 
Ciuffina Ghigi varietà bianca 1930
 
 
 
 
Ciuffina Ghigi varietà nera 1930
Ciuffina Ghigi varietà bianca 1930
 

Passo successivo fu la creazione di altre varietà quali la C. Bianca usando Padovani bianchi, la C. Ancona per incrocio tra Bianca e Nera, la C. Dorata e quella Argento per incrocio di polli ciuffati con le corrispettive varietà di polli di razza Sebright (Brunoli A., 1972).
Attualmente la razza Ciuffina Ghigi è completamente scomparsa (vedi pagina Frodi e Novità ), inoltre la presenza di varietà nane della Padovana rende improbabile una loro ricostituzione visto che i punti di contatto fra queste due razze sono effettivamente molti.
La Ciuffina Ghigi rimane comunque un pregevole esempio di razza ornamentale e valse al professor Ghigi numerosi apprezzamenti in ambito internazionale.

VARIETA'
ORIGINE
PESO
C. NERA
Bantam di Giava x Padovana
500-550 g
C. BIANCA
Padovana x Moro a Seta x Ciuffina (1922-1930)
700-950 g
C. ANCONA
Ciuffina nera x Ciuffina bianca (1940)
450 g
C. DORATA
Padovana x Sebright dorata
600-800 g
C.ARGENTATA
Ciuffina dorata x Sebrigth argentata
600-800 g

 

 

 
 
Ciuffina Ghigi varietà ancona 1930
 
Ciuffina Ghigi varietà argentata
1930
Ciuffina Ghigi varietà dorata 1930
 
 
 
Ciuffina Ghigi varietà ancona
1930
 
Ciuffina Ghigi varietà argentata
1930
Ciuffina Ghigi varietà dorata 1930

COLLO NUDO ITALIANA
È una razza nata nata dopo la I Guerra Mondiale, non da tutti riconosciuta che poi divenne assai rara in Italia. Sembra sia derivata dall'insanguamento della razza Collo nudo di Transilvania con la razza comune italiana. Parlando di questa razza il Mazzon la ascrive a quelle diffuse nella provincia di Padova, descrivendola come produttrice di numerose e grosse uova, nonché di carne assai tenera e saporita. La razza Collo nudo italiana era caratterizzata dal collo nudo ornato nella sua parte anteriore di una folta cravatta, cresta semplice e molto abbondante, dentellata irregolarmente con piccola calotta di piume che scendevano alla nuca e la ricoprivano. Il Mazzon afferma che la Collo nudo italiana si distingueva dalle altre razze collo nudo per l'orecchione bianco, inequivocabile indice di appartenenza al tipo mediterraneo. Inoltre venivano fatti notare con particolare enfasi: la pelle estremamente sottile di questi animali, la relativa facilità di spiumatura e la grande resistenza al congelamento della cresta anche negli inverni più rigidi (1889-1890). A quanto dice il Mazzon, all'origine del diradamento della razza era d'abitudine non mantenere il gallo di razza pura e nonostante questo (grazie alla dominanza genetica del carattere collo nudo) le galline si riproducevano mantenendo sempre nella progenie un certo numero di animali a collo nudo (Mazzon I., 1934).
Intorno agli anni '80 il Conservatorio Razze Avicole di Rovigo allevò con successo gruppi di razza Collo nudo di colorazione bianca, che morfologicamente si presentavano assai simili ai comuni polli Livornesi e Valdarnese tranne per il carattere collo nudo e le dimensioni decisamente più robuste. La popolazione in esame, sottoposta a riproduzione, confermò la sua capacità di trasmettere fedelmente il carattere collo nudo alla progenie, seppur fosse chiaro che all'interno della popolazione esistessero sia animali omozigoti che eterozigoti per il carattere in esame. Successive necessità di riduzione della consistenza degli animali indussero il Conservatorio ad abbandonare l'allevamento di questa razza (Arduin M., 1992).
Attualmente la razza è molto rara e i pochi soggetti li troviamo in Toscana e raramente altrove, la varietà nera o dorata è poco frequente ma trattandosi di un gene dominante piuttosto facile da ottenere attraverso incrocio mirato con altre razze italiane come la Livorno nera o Livorno collo oro.
E' importante specificare che questi animali nulla hanno in comune con i Broiler a collo nudo di tipo industriale destinati all'allevamento rurale, presenti in commercio da molti anni un po ovunque. Nella tabella sottostante sono sinteticamente paragonate le caratteristiche più evidenti

CARATTERI
COLLO NUDO ITALIANA
IBRIDO COMMERCIALE COLLO NUDO
Aspetto generale
Tipo mediterraneo
Tipo mesomorfo a grande sviluppo
Cresta
Semplice, abbondante e eretta nel gallo, piegata su un lato nella gallina
Semplice di medio sviluppo
Orecchione
Bianco, venato di rosso
Rosso
Tarsi
gialli
Gialli
Pelle
bianca e sottile
Gialla
Peso
Galli: 2,5-3,0 kg Galline: 1,9-2,2 kg a 4 mesi 1,5 kg
superiore ai 4 kg per entrambi i sessi
Piumaggio
bianca, dorata, nera
Bruno, rosso mogano, bianco, barrato
Uovo
grande dal guscio bianco o leggermente rosato
grande dal guscio bruno marroncino

 
 
 
Gruppo di Collo Nuda Italiana nella varietà bianca f. M.Arduin
 
 
 
 
Gruppo di Collo Nuda Italiana nella varietà dorata  f. C.L. Fracanzani
 
 
 
 
ibrido commerciale Collo Nudo (del tipo industriale)
 

CROTTONE
Razza scomparsa assai precocemente. Secondo il Gonin erano note una varietà Piacentina ed una Trevisana, caratterizzate da una muta improvvisa superata la quale offrivano animali di un eccezionale sviluppo e precocità fuori dall'ordinario. Il Mazzon che la cita brevemente affermando che già nel 1934 era completamente estinta, la assimila alla razza Grota e mostra perplessità riguardo all'effettiva genetica di questi animali (Mazzon I., 1934).
Sembra fosse diffusa una varietà nera ed una bianca.

CUCCOLA
Sembra da testimonianze raccolte facesse parte di un gruppo di pollame di razza primitiva di colorazione cucula diffuso nell'areale della provincia di Padova in particolar modo nella zona compresa fra i comuni Piove di Sacco, Monselice e Brugine.
A seconda della località poteva essere chiamata "Vara", "Capparola", "Cucca", "Cenere".
Si trattava di una gallina che raggiungeva 2-2.5 kg, piuttosto bassa sui tarsi a corporatura massiccia e petto ampio e rotondo. La cresta era semplice gli orecchioni bianchi e i tarsi gialli, l'unica varietà di colore era la cucula, (Mazzon I.,1932) attualmente denominata nello standard colorazione sparviero. Sembra che questa razza godesse una rilevante diffusione nel suo areale grazie alle spiccate attitudini di deposizione e all'ottima capacità di ingrassamento dei capponi che superavano il peso di 3 kg. Intorno al 1940 la razza si estinse dopo che l'osservatorio avicolo di Padova interruppe l'allevamento delle razze autoctone per dedicarsi a razze più produttive.

DORATA DI LONIGO
Presentata dalla Cattedra Ambulante di Agricoltura di Lonigo (PD) alla 16° fiera campionaria di Padova nel 1934, era caratterizzata da mantello dorato, orecchioni bianchi, pelle e tarsi gialli, uova a guscio bianco. Questo gruppo etnico è ascrivibile alla Megiarola, alla quale si rimanda per ulteriori informazioni.
Per alcuni autori sarebbe la così detta Vicentina, anche se vi sono numerose perplessità e dubbi???

ERMELLINATA DI LUCCA
Trae origine dal paziente lavoro di selezione del dottor Alfredo Bianchi, direttore della Sezione zootecnica del Pollaio Provinciale di Lucca. Il nucleo di partenza su cui si operò sembra a dire dello stesso selezionatore un gruppo eterogeneo di animali di tipo mediterraneo non estraneo però ad un certo insanguamento con il Brahma come dimostrerebbe la colorazione ermellinata delle galline e una saltuaria presenza di penne ai tarsi. Il vero e proprio riconoscimento della razza avvenne nell'annata 1934-35 durante un concorso di deposizione indetto dal ministero dell'Agricoltura e Foreste.
Nel periodo di nove mesi di controllo il gruppo di 9 soggetti di razza Lucchese depose 1119 uova per un peso complessivo di 62,294 kg con un peso medio uovo di 55,5 g (Trevisani G.,1936). Come risulta dalla relazione dello stesso Dottor Alfredo Bianchi la sua razza ermellinata era ben lungi dall'essere fissata, i soggetti presentavano una notevole difformità sia nel piumaggio che nella taglia inoltre anche il colore dei tarsi sebbene giallo in alcuni soggetti poteva presentarsi ardesia. Tutto ciò insieme alla visione di foto dell'epoca fa supporre che le pregevoli caratteristiche della Ermellinata di Lucca fossero da attribuire ad un vigore ibrido dovuto all'insanguamento del pollo locale col Brhama e non ad una vera e propria selezione

Livrea
Cresta
Orecchioni
Tarsi
Peso
Uovo

Argentata con petto picchiettato di bianco mas.

Ermellinata fem.

Semplice piegata nella femm.
Bianchi fortemente venati di rosso
Giallo a volte ardesia

1,8 2 kg masc.

1,5 1,8 kg femm.

Bianco opaco 55 g

foto scattata durante un'esposizione dell'epoca (notare i lacci alle zampe)
 
gallo di E. di Lucca
gallina di E. di Lucca
 
Ermellinata di Lucca 1937
 
Ermellinata di Lucca
Ermellinata di Lucca 
 

ERMELLINATA DI ROVIGO
Questa razza si può ascrivere alle razze sintetiche di recente costituzione. L'opera di selezione iniziò presso la stazione sperimentale di pollicoltura di Rovigo e si prefiggeva la finalità di ottenere una nuova razza a duplice attitudine adatta per l'allevamento all'aperto rustica e buona produttrice di uova pigmentate con carcassa a pelle e tarsi gialli ben accetti dal consumatore. Si iniziò nel 1959 scegliendo come razze parentali la Sussex light e la Rhode island Red. Successivamente a questo primo incrocio si procedette con l'attenta opera di selezione degli F1 per precocità rapidità di inpennamento deposizione e resistenza alle più comuni malattie. Durante la selezione si diede la preferenza agli animali di colorazione ermellinata assai simili alla Sussex dotati di cresta semplice di grandezza media eretta in entrambi i sessi orecchioni rossi tarsi e pelle gialla.
A 120 giorni i galletti e le pollastrelle raggiungono il peso di 1.7-1.8 kg. I galli pesano circa 3.5-3.7 kg, mentre le galline arrivano a pesare 2.4-2.5 kg. Annualmente una gallina depone circa 170-190 uova a guscio roseo, dal peso di circa 55-60 g. I pulcini alla nascita hanno piumino giallo e ben presto impiumandosi evidenziano la colorazione ermellinata. La razza Ermellinata di Rovigo si presta inoltre alla produzione di pulcini autosessabili utilizzando come gallo incrociante il New Hampshire o il Rhode Island Red. Attualmente la Razza seppur non molto diffusa gode di una certa distribuzione in ambito locale e per le sue buone caratteristiche di rusticità si presta egregiamente alla produzione di pollame in modo estensivo.


bella coppia di E. di Rovigo
gruppo di galline Ermellinata di Rovigo
Coppia di E. di Rovigo f.M.Arduin
Gruppo di Ermellinata di Rovigo 
 f. C.L.Fracanzani
pulcino di poche ore di Ermellinata di Rovigo          
 
Ermellinata di Rovigo (pulcini di poche ore)
gruppo di E. di Rovigo (giovani galli)

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