Gallus Gallus

.

Questa è la prima parte. Sicuramente la più importante per capire e conoscere meglio le origini e la storia delle attuali razze esistenti oggi al mondo..comprese ovviamente quelle che popolano oggi il vostro pollaio. Quindi vi consigliamo di leggerla con attenzione. In fondo a questa pagina troverete poi suddivise le "Razze Italiane"e le "Razze Estere" . Chi volesse invece approfondire l'argomento sulle origini dei polli e la loro storia è invitato a visitare il sito Summa Gallicana dove enormi ricerche svolte dal Dr Elio Corti potranno soddisfare ogni vostra curiosità.

Staff del Pollaio

.

GALLI SELVATICI PROGENITORI DEL GALLO DOMESTICO

 

I Galli selvatici sono suddivisibili in quattro specie:
· Gallus gallus Linneo
· Gallus sonnerati Temminck
· Gallus lafayetti Lesson
· Gallus varius Shaw

Gallus gallus Linneo

La specie Gallus gallus comprende cinque sottospecie locali:
Gallus gallus gallus Linneo
Maschio: Capo e mantellina arancio scuro o rosso aranciato, che passa all'aranciato ed al giallo sulle punte delle più lunghe penne del collo; penne della parte del dorso inferiormente alla mantellina e copritrici inferiori delle ali nere sfumate in verde ed in bleu purpureo; scapolari, copritrici mediane e schiena rosso marrone scuro, che passa all'aranciato carico sulle lunghe penne aguzze che rappresentano le penne del groppone e le minori copritrici caudali; secondarie e copritrici cangianti in bleu e verde; remiganti nere coi margini esterni delle primarie marroni o colla metà esterna del vessillo esterno delle secondarie castano o bruno rosso; parti inferiori nere sfumate in verde; lunghe copritrici superiori caudali e coda nere cangianti in verde e bleu porporino. Becco bruno scuro; cresta e bargigli rossi, orecchioni bianchi, rimanenti parti nude nel capo e nel collo rosse; zampe color lavagna.
Nella muta estiva le penne focate e lanceolate del collo, vengono sostituite da penne di forma normale, come quelle della gallina, di color nerastro fuligginoso. In autunno risorgono le lancette.
Femmina: La testa della gallina è gialla e si prosegue nella mantellina anch'essa gialla, percorsa longitudinalmente da fiamme nere. Il dorso e le spalle sono di colore brunastro uniforme; ogni penna è lapissata di nero con una netta orlatura dorata brillante. La rachide della penna è bianco giallastra. Le remiganti primarie sono bruno ardesia con le barbe esterne provviste di un sottile orlo bruno. Le remiganti secondarie sono brune con barbe esterne bruno chiaro finemente disegnato. Il petto è di un tenue color salmone; le gambe e il ventre bruno cenere con fine orlatura delle piume. La coda è nera lapissata di bruno (Ghigi A., 1968; Giavarini I., 1983).
Questa sottospecie abita le foreste della Cocincina della Cambogia e dell'Annam. Sue caratteristiche principali rimangono l'orecchione bianco e le penne della mantellina e del groppone assai lunghe.

maschio di Gallus gallus gallus Linneo
Gallus gallus gallus Linneo

Gallus gallus murghi Robinson e Kloss
Questa sottospecie rimane nei caratteri esteriori assai simile alla sottospecie precedente presenta orecchioni bianchi un po' più piccoli, lancette molto appuntite giallo intenso, le più lunghe di queste tendono al dorato ed hanno una lunga striscia nera centrale abbastanza larga. La femmina non differisce significativamente dalla precedente se non per una minor dimensione degli orecchioni.
Questa sottospecie geografica è tipica dell'India nord-orientale e dell'Himalaia (Ghigi A., 1968; Giavarini I., 1983).

gallo gallina
gallina
tre immagini di esemplari di Gallus gallus murghi Robinson e Kloss

Gallus gallus spadiceus Bonnaterre
Questa sottospecie non presenta varianti di rilievo per quanto riguarda il piumaggio, possiede lancette mediamente più corte che in gallus e orecchioni piccoli e rossi, nel resto assomiglia perfettamente alla sottospecie nominale.
Abita la regione sud-ovest dello Yunnan sud occidentale, la Birmania, il Siam, ad eccezione però della regione nord orientale del Laos, la penisola della Malacca e la zona nord di Sumatra (Ghigi A., 1968; Giavarini I., 1983).

gallo di Gallus gallus spadiceus Bonnaterre
Gallus gallus spadiceus Bonnaterre

Gallus gallus jabouillei Delacour e Kinnear
Questa sottospecie presenta cresta e bargigli più piccoli rispetto alle altri sottospecie, pure gli orecchioni sono rossi e piccoli. Le parti rosse della livrea risultano di una tonalità più scura, le lancette del collo sono più brevi e meno puntute; il groppone è rosso mogano mentre le lancette dei fianchi sono piccole e rosso scure; la coda è un poco più corta ed il collo assai scuro è appena aranciato.
Presente nel Tonchino e nella parte sud orientale dello Yunnan (Cina) ed estremo nord dell'Annam (Ghigi A., 1968; Giavarini I., 1983).

 
 
gallo di Gallus gallus jabouillei Delacour e Kinnear
 
Gallus g. jabouillei Delacour e Kinnear in eclisse
 
Gallus g. jabouillei Delacour e Kinnear
     
     

Gallus gallus bankiva Temminck (Gallus gallus ferrugineus Gmelin)
Somiglia alla sottospecie spadiceus e ne è appena distinto per le lancette del collo che sono larghe, piuttosto rotondeggianti alla punta, carattere questo distintamente differente dalle altre sottospecie. Gli orecchioni di questo sono rossi variegati di bianco e i tarsi blu lavagna. Nell'uso comune parlando di gallo selvatico, progenitore dei polli domestici, si è sempre parlato di bankiva, forse per l'abitudine che hanno gli indigeni di trasportarlo e naturalizzarlo nelle numerose isole degli arcipelaghi orientali.
Originariamente questa sottospecie nota come Gallo d'oro della jungla occupava la parte meridionale di Sumatra, le isole di Giava e di Bali. Risulta invece introdotto nelle Filippine, Tahiti e nelle lontane Hawaii, dove il Capitano Cook lo ricevette in dono dagli indigeni (Ghigi A., 1968; Giavarini I., 1983).

 il progenitore degli attuali polli domestici
il progenitore degli attuali polli domestici
 
Gallus gallus bankiva Temminck (Gallus gallus ferrugineus Gmelin) foto Feathersite.com

Gallus sonnerati Temminck
Il gallo di Sonnerat dal nome del suo scopritore è chiamato anche Gallo grigio della jungla, abita preferibilmente le regioni montane e lo si può trovare fino a 1500-2000 metri. A differenza di altri galli vola con grande facilità. Caratteristica principale di questa specie è la straordinaria dilatazione della porzione apicale della rachide nelle penne lanceolate della mantellina ,del groppone e nel sopracoda. Tale dilatazione conferisce a queste penne un aspetto squamoso ben diverso dalla norma. Durante l'estate le penne della mantellina mutano e vengono sostituite da piume brevi di struttura normale.
Maschio: Penne del capo, del collo e della parte anteriore del dorso nere, frangiate di grigio, con una sbarra bianca ed una macchia subterminale giallo paglierino; il resto della schiena e del groppone comprese le copritrici minori delle ali sono sfumate in purpureo, orlate di grigio e con una stretta stria bianca lungo il rachide; le maggiori penne del groppone sono frangiate in aranciato e rossastro con le estremità delle penne ornata da macchie gialle a forma di fiamma; le copritrici mediane delle ali e le scapolari sono nere, con strie bianco giallicce lungo il rachide dilatate all'apice in una grande macchia aranciata frangiata esternamente in rosso. Remiganti e loro copritrici bruno-nere. Parti inferiori grigie con le penne dei fianchi frangiate all'apice di rossastro. Coda nera sfumata in verde . La cresta è piccola con una lievissima dentellatura, orecchioni rossi, becco color corno, zampe giallo arancio intenso.
Femmina: Tutte le penne del collo e del dorso hanno strie bianco giallicce lungo il rachide, i vessilli esterni delle secondarie sono finemente macchiati di bruno sporco e di nero, le penne del petto risultano fortemente striate di bianco e di nero. La cresta è piccolissima e la porzione nuda del capo assai ridotta.
Abita l'India occidentale, centrale e meridionale (Ghigi A., 1968; Giavarini I., 1983).

 Gallocoppia 
alcuni esemplari di Gallus sonnerati Temminck    foto Feathersite.com

Gallus lafayetti Lesson (Gallus stanley Gray)
Maschio: Capo aranciato rossastro, mantello giallo dorato, rigato di nero per lungo. Penne del mento e della gola formanti una specie di bavetta che si discosta dal rosso del petto. Dorso rosso rigato di nero, penne del groppone rosso porpora alla base, con tinta bluastra alla punta. Copritrici delle ali rosso aranciate con strie mediane nere. Primarie bruno nerastre, secondarie blu cangiante, coda nera anch'essa cangiante in blu. Parti inferiori rosso vivace finemente rigato in nero. Cresta seghettata romboidale più alta dietro con una grande stria obliqua e mediana gialla che spicca sul rosso delle porzioni rimanenti. Becco bruno, zampe giallo rosse; iride bianco paglierino. Non è soggetto come le precedenti specie al cambio periodico delle lancette del collo.
Femmina: Differisce dalla femmina del G. gallus nell'avere le frange delle penne del collo e del dorso più scure, più rossastre e meno larghe. Le secondarie sono nere striate trasversalmente di bruno gialliccio, le penne del torace e dei fianchi sono nere macchiate di rosso cuoio con strie longitudinali biancastre. Il petto ed il resto delle parti inferiori sono bianchi irregolarmente striati e marginati di nero. Le penne della coda sono nere riccamente macchiate di bruno rossiccio. Cresta piccolissima con bargigli rudimentali, guance impiumate con leggero margine oculare rossastro.
Questa specie si trova esclusivamente sull'isola di Ceylon ,dove vive sia in pianura sia nelle regioni ad altitudini maggiori portandosi fino ai 1700 metri. Questo gallo presenta inoltre nel maschio un abito giovanile intermedio a quello da adulto di un colore bruno fulviccio.

esemplare maschio di Gallus Lafayetti Lesson (Gallus stanley Gray)
Gallus Lafayetti Lesson (Gallus stanley Gray)

Gallus varius Shaw (Gallus furcatus Temminch)
Maschio: Capo, collo e parti superiori del dorso coperto di penne piuttosto corte e troncate, nere alla base, sfumate in blu nel mezzo ed in verde dorato nella parte rimanente. Parte inferiore del dorso verde dorata, con riflessi azzurri e degradante in bronzo violetto verso le estremità. Lancette del groppone e del sopracoda nere, strettamente bordate di giallo dorato. Copritrici inferiori e medie delle ali allungate colore rosso arancio con lunga stria mediana nera; remiganti e copritrici maggiori delle ali nere, leggermente sfumate in azzurro verdastro. Parti inferiori e coda nere sfumate anch'esse in blu verdastro. I lati del capo e le tempie sono nudi e di colore scarlatto , cresta abbastanza pronunciata con margine integro, verde nella parte centrale e basale, degradante in viola rossastro verso l'esterno, bargiglio impari nel mezzo della gola, scarlatto, verde e giallastro. Becco colore corno, zampe carnicine; iride rosso fuoco. Non soggetto al cambio stagionale delle penne del collo.
Femmina: Capo, collo e parti superiori del manto bruno sporco, con strie subterminali nerastre e con strie centrali scure; il resto delle parti superiori, secondarie e copritrici nere , leggermente sfumate di nerastro ed irregolarmente striate e marginate all'estremità di giallastro; primarie e copritrici bruno scuro, gote, strie sopracciliari e lati della faccia bruno pallido. Mento e gola bianchi, parti inferiori color cuoio, penne del torace con margini brunicci e fianchi con macchie nerastre; coda nera irregolarmente macchiata di bruno. La cresta e i bargigli della femmina sono assai poco sviluppati.
Questa specie originaria dell'isola di Giava si rinviene abbondantemente pure nelle isole vicine di Madoura, Kangean, Lombok e Flores (Ghigi A., 1968; Giavarini I., 1983).

 gallocoppia 
alcuni esemplari di Gallus varius Shaw (Gallus furcatus Temminch)

 

DOMESTICAZIONE DEL GALLO


IL GALLO NELL'ANTICHITA'

Potrebbe essere degno di attenzione analizzare quanto scritto dai Latini sull'avicoltura presso gli antichi Romani. Catone, vissuto tra la fine del II e la metà del III sec. a.C., propone limitate notizie riguardo l'ingrassamento di oche, colombi e galline, non soffermandosi sull'allevamento. Anche la trattazione del Palladio, che è l'ultimo degli scrittori romani di avicoltura, essendo egli vissuto probabilmente nel IV secolo dell'era volgare, non fornisce che cenni sull'allevamento delle galline da parte delle donne di casa.
Il più antico trattatista dopo Catone, è Varrone che si ritiene sia vissuto dal 116 al 27 a.C. e dà importanti spunti a cui ricorre Columella, autore del primo vero trattato completo di avicoltura. Columella consiglia di scegliere polli ad orecchione bianco asserendo che questi sono sicuramente più fecondi degli altri; raccomanda inoltre di mantenere galline con cinque dita, avvalorando l'ipotesi, sostenuta da alcuni autori inglesi, che la razza Dorking fosse di origine romana ed importata in Inghilterra da Cesare. Vaghe notizie parlano poi dei polli di Media e di Rodi definiti più belli e più grossi dei nostrani, e si parla spesso di combattimenti di galli che si svolgevano presso le case dei ricchi romani.
E' un fatto certo che tutti i popoli antichi hanno descritto l'esistenza di un pollo selvatico che spesso costituiva una delle portate predilette delle mense romane. Se in tutti i paesi del mondo il pollo fa parte della mensa quotidiana è pur vero che fu oggetto di venerazione religiosa presso molti popoli. Darwin, nelle sue ricerche sull'origine delle specie domestiche, giunse alla conclusione non da tutti condivisa che il pollo domestico non poteva aver avuto origine da una forma primitiva spentasi con l'andar del tempo e, a dimostrazione di ciò, concorreva il fatto che in Asia, le specie selvatiche del genere Gallus, si erano conservate attraverso i secoli.
Nell'opera "L'origine delle specie per selezione naturale", egli si esprime con queste precise parole: "il signor Blyth, le cui opinioni, basate su un ampio e multiforme patrimonio di conoscenze, a mio avviso sono più valide di quelle della maggior parte degli altri Autori, sostiene che tutte le razze di pollame sono derivate dal comune gallo selvatico indiano, Gallus bankiva (l'attuale classificazione designa come sottospecie bankiva il giavanese e la sottospecie indiana è rappresentata dal G. murghi). Il La Perre de Roo confuta il concetto darwiniano: "non vi è nessun esempio di galli dei nostri poderi che sia ritornato allo stato selvatico". Le ipotesi che fanno discendere l'uomo dalla scimmia, il cane dal lupo, il colombo domestico dal torraiolo e finalmente il pollo domestico dal gallo bankiva, sono tutte moderne.
Gli antichi autori latini: Columella, Varrone, Palladio, che hanno scritto sugli animali da cortile duemila anni fa, essendo ancora più vicini di noi all'epoca della domesticazione del pollo, non si trovano meno di noi nella possibilità di delucidare la questione che ci occupa. Ora, questi autori, parlano dei galli selvatici come di uccelli rari che non si riproducevano in cattività e di cui si utilizzava solamente la carne, senza che in questi illustri Dotti fosse mai sorto il dubbio che quelle specie selvatiche fossero la sorgente primitiva dei nostri volatili domestici di cui possedevamo già diverse varietà.
Il Darwin sostiene con argomentazioni convincenti l'origine monospecifica del gallo domestico da quello bankiva poiché afferma: "il canto del bankiva non è molto dissimile da quello del combattente". Nel 1967 studi degli spettrogrammi del canto del Gallus gallus, Gallus sonnerati, Gallus Lafayettei chiariranno che il canto del gallo domestico somiglia effettivamente solo a quello del Gallus gallus. Darwin ebbe però altri importanti oppositori alle sue affermazioni; possiamo citare Edward Brown, Lewis Wright e soprattutto Tegetmeier, che collaborò con Darwin in numerose ricerche. Nonostante ciò ebbe il coraggio di opporsi al maestro, esprimendosi così: "si potrebbe pensare che io sia molto presuntuoso quando voglio contestare le conclusioni cui è giunto l'onorevole Maestro Darwin, col quale e per il quale è stato per me un grande privilegio collaborare per alcuni anni, ma un'accurata ed approfondita considerazione dei fatti mi ha condotto a conclusioni differenti rispetto a quelle a cui lui è giunto….e, tenendo conto di tutte queste osservazioni, io sono indotto a credere che polli come la Cocincina (razza asiatica eterosoma) non discendono dalla stessa specie da cui deriva il nostro gallo combattente….".
Non si capisce d'altra parte come Darwin abbia giustamente osservato una diversa morfologia del foro occipitale del bankiva e della Cocincina e non abbia mollato sul suo punto di vista monofiletico, solo per il fatto che non si trovavano più antenati selvatici dei polli diversi dai bankivoidi. Per un attimo, meditando sul comportamento terricolo della Cocincina, Darwin fu tentato di ammettere una diversa derivazione (presunta origine insulare delle grandi razze asiatiche), ma fece subito dietro front affidando al contrario sulla fertilità degli ibridi il compito finale di arbitro insindacabile.
Qui si aprì un'ulteriore bagarre sulle reciproche possibilità di incrocio fra galli selvatici e galli domestici, appianati solo in parte dagli studi del Prof. Ghigi (1915), sostenitore convinto dell'origine plurispecifica del gallo domestico dalle numerose specie selvatiche diffuse in Asia.
Recentissime scoperte archeologiche in Cina, indicano che i polli vi erano stati introdotti intorno al 6000 a.C. e che tali polli derivavano da un addomesticamento anteriore del Gallus gallus, avvenuto nel sud-est asiatico (concetto espresso anche da Darwin). Dalla Cina giunsero in Giappone via Corea nel periodo Yayoi (300 a.C.-300 d.C.) i reperti più antichi secondo Barbara West e Ben-Xiong-Zhou provengono dal Cishan e Peligan in Cina e risalgono al 6000 a.C., data che precorre di quattromila anni i reperti di Mehenjo-Daro e ciò non basta, in quanto i resti di sedici delle diciotto località cinesi sono essi pure antecedenti a quelli indiani.
Non si sa se questi soggetti allevati in Cina abbiano contribuito alla selezione dell'attuale pollo domestico. I polli della cultura Harrappa della valle dell'Indo (2500-2100 a.C.), potrebbero essere invece la sorgente principale della diffusione mondiale del gallo. Ricerche recenti confermano pure che il pollo era già stato introdotto nell'America del sud proveniente dalla Polinesia prima del XVI secolo (Ghigi A., 1968; A.A.V.V., 1996).
.

ALLEVAMENTO TRADIZIONALE DEL POLLAME


Rispetto agli scritti dei Romani trascorsero molti secoli senza che nulla si aggiungesse in relazione all'allevamento degli uccelli domestici. Ne parla successivamente, in alcuni suoi scritti, Ulisse Aldovrandi, delle cui opere Darwin ebbe a scrivere: "l'ornitologia di lui è il più completo documento di cui possiamo disporre per determinare l'età delle nostre razze domestiche di polli e di piccioni".
Non si deve credere che Aldovrandi non avesse commesso anche clamorosi errori come quello di attribuire origine indiana e provenienza turca al tacchino, seguendo forse quella tradizione geografica in omaggio alla quale Cristoforo Colombo, giungendo alle Antille, aveva creduto di essere in India.
L'avicoltura andò intensificandosi nei secoli successivi al XVI come piccola attività rurale limitata in molte province all'opera del colono. Questa condizione declassò l'avicoltura che fu considerata appannaggio delle massaie e tenuta in dispregio dagli stessi contadini di sesso maschile. In regime di mezzadria, l'allevamento del pollame era competenza del colono, al quale il proprietario poneva una limitazione nel numero dei capi e delle specie da allevare. La limitazione del numero dei capi, imposta dai capitolati agrari, veniva di solito elusa con l'allevamento dei giovani e sorgevano dispute per tali trasgressioni. In generale i patti colonici contemplavano la corresponsione al proprietario di un certo numero di capi per ogni categoria di pollame e più precisamente galletti d'agosto, capponi a Natale, galline a carnevale e uova a Pasqua.
In Italia giunsero successivamente da Parigi le prime notizie di un'esposizione internazionale di avicoltura, cosicché l'interesse per questa cominciò ad accrescersi, in particolar modo verso le razze di polli considerate da prodotto. Nacque così una "consociazione modenese" per il miglioramento degli animali da cortile, la quale importò gruppi scelti dalla Francia, affidando l'allevamento ad agricoltori appassionati. Nel 1899 il Corriere della Sera, ritenendo negletto in Italia l'allevamento degli animali da cortile, bandì un'esposizione nazionale di avicoltura alla quale fece seguito, l'anno successivo, una internazionale sotto gli auspici dell'Associazione della Stampa Lombarda. Da allora si destò un movimento abbastanza intenso a favore dell'industria zootecnica su basi avicole e le esposizioni si seguirono numerose a Firenze, a Roma, in Piemonte, culminando con quella internazionale che ebbe luogo a Milano nel 1906 in occasione dell'inaugurazione del valico del Sempione.
Nel frattempo era stata costituita una società italiana di avicoltura con sede a Genova, la cui presidenza fu affidata al marchese Gerolamo Trevisani autore di diversi trattati sull'argomento. Nel 1909 il Governo, su decisione espressa dal congresso degli agricoltori, decise l'istituzione di stazioni sperimentali di avicoltura atte a far progredire le conoscenze su questo ramo importantissimo della zootecnia. In seguito lo scoppio della prima guerra mondiale l'Italia subì non soltanto un arresto, ma addirittura un regresso delle sue produzioni agrarie e solo il 28 giugno del 1917, il Ministro dell'Agricoltura con decreto istituì la Stazione Sperimentale di Pollicoltura di Rovigo (Ghigi A., 1930, 1968; Bonadonna T., 1950; Périquet J. C., 1995).

AVICOLTURA INDUSTRIALE


Già nel lontano 1892, assai prima che Shull proponesse il concetto di eterosi, Cushman aveva notato e sottolineato che gli ibridi di prima generazione fra due razze erano più robusti e facili da allevare. Dopo un lungo intervallo di tempo Warren riprese l'argomento, dimostrando che gli incroci tra Livorno bianca per Jersey nera erano superiori alle razze pure parentali nella maggioranza dei caratteri di valore economico. Nonostante ciò fino agli inizi del 1950 le ricerche si susseguirono avendo come protagoniste le razze pure, con risultati favorevoli al miglioramento dello sviluppo corporeo, ma contraddittori per altri caratteri, specie l'attitudine ovaiola. Si può quindi affermare che furono i genetisti avicoli i primi, nel settore animale, a violare il dogma infrangibile della razza pura. Con l'avvento dell'avicoltura intensiva le idee e le esperienze uscirono dai laboratori e cominciarono a moltiplicarsi le esperienze pratiche. Per le ovaiole si profilava di fatto una crescente difficoltà nel migliorare le prestazioni con i metodi tradizionali (selezione massale con progeny test e selezione famigliare); per i polli da carne si imponeva la ricerca di metodi adeguati con cui porsi in modo competitivo di fronte al mercato in espansione. In simile contesto prese terreno la pratica dell'incrocio quale unico sistema riproduttivo capace di sfruttare un'intera classe di azioni geniche prima trascurate come gli effetti di dominanza, di superdominanza ed epistatici. Una statistica del U. S. Agricoltural Research Service riporta che già nell'annata 1955-56 il 43% dei pulcini allevati negli Stati Uniti proveniva da incrocio. Oggi, tutti i polli commerciali in tutto il mondo sono meticci. Le razze pure sono uscite di scena come fornitrici di animali da sfruttamento. Nel settore delle ovaiole tutti gli incroci commerciali sono stati ottenuti con due metodi: ibridazione di linee consanguinee ed incrocio fra ceppi, spesso nella sua versione più sofisticata vale a dire la selezione ricorrente reciproca. Intorno al 1975 l'ibridazione di linee consanguinee e la selezione ricorrente reciproca furono messe da parte a vantaggio dell'incrocio fra ceppi, nella versione originale meno complessa e costosa e sicuramente più flessibile rispetto alle fluttuazioni del mercato.
Un fatto curioso, che si ripete sia per le linee ovaiole che per i polli da carne è che molti dei moderni ceppi a produzione elevata provengono da un numero modesto di selezionatori, non più di 6-7, e taluni ceppi potrebbero avere un'origine comune. Quindi, una base genetica sorprendentemente ristretta per una distribuzione mondiale. Tutto ciò fa riflettere sui pericoli implicati e sulla necessità, in una proiezione futura, di conservare e difendere il prezioso patrimonio genetico rappresentato dalle molte razze e varietà ancora esistenti in purezza. Parecchi rappresentanti della scienza ufficiale ritengono che, con produzioni annue oscillanti fra le 230 e le 260 uova si sia raggiunto o quasi un plateau difficile da superare con i metodi in possesso della genetica moderna; non tanto perché la varianza genetica additiva sia esaurita, quanto per l'instaurarsi di correlazioni geniche negative tra i caratteri economici più importanti e perseguiti (taglia piccola del corpo e dimensioni grandi delle uova da un lato e produzione di uova dall'altro). I classici broiler degli inizi degli anni '50 raggiungevano il peso di 1,2-1,3 kg a 12 settimane, con un'efficienza medie di trasformazione pari a 3-3,4. I broiler medi degli anni '70 arrivavano già a 1,8-2 kg in 8 settimane, con indici di conversione spesso inferiori a 2,2-2,4. L'incremento e il miglioramento, seppur rallentati, continuano e non ci sono prove che si sia raggiunto un plateau. Unico pericolo dell'esasperata corsa a favore dei tratti ponderali è quello che determini degli scompensi metabolici con effetti negativi diversi; è questa probabilmente la causa principale dei grossi inconvenienti di recente lamentati in ceppi di broiler superpesanti (Giordani G., 1975).

MUTAZIONI INSORTE NEL GALLO DOMESTICO


CRESTA
Rappresenta una delle caratteristiche anatomiche più variabili. Rappresenta inoltre un valido aiuto nell'identificazione delle varie razze e varietà. Per quanto riguarda le specie selvatiche la maggior parte di queste è dotata di una cresta semplice regolarmente dentellata, fanno eccezione il Gallus lafayetti e Gallus varius rispettivamente con cresta romboidale finemente dentellata e cresta semplice priva di denti (Ghigi A., 1968).
Cresta semplice: duplicatura cutanea con margine superiore dentellato il lobo posteriore può essere più o meno espanso e può seguire o meno la curvatura della nuca. Nel gallo indipendentemente dalle dimensioni, è sempre portata perfettamente diritta; nella gallina è portata, in talune razze diritta (Plymouth rock) , in altre piegata su uno dei due lati del capo (Livornese).
Cresta a coppa: due lamine carnose con margine superiore dentellato perfettamente serrato posteriormente a formare una struttura a coppa (Siciliana).
Cresta a farfalla: due lamine carnose portate molto divaricate tra loro con margine dentellato. E' caratteristica delle razze di polli dotate di ciuffo di penne sul capo (Houdan).
Cresta a Cornetti: cuscinetto carnoso prolungantesi a partire dalle narici in due appendici digitiformi carnose portate erette sul capo. Molto spesso presente nelle razze con ciuffo (La Flèche).
Cresta a Pisello: è formata da tre lobi longitudinali, cosparsi di piccoli tubercoli tanto da sembrare un bacello di pisello aperto (Brahama).
Cresta a Mora: piccola massa rotondeggiante finemente cosparsa da tubercoli (Moro a seta).
Cresta a Cuscinetto: massa carnosa, relativamente piccola portata ben aderente al capo e perfettamente liscia.
Cresta a Fragola o a Noce: piccola massa carnosa cosparsa di tubercoli più o meno piccoli, paragonabili alla metà di una fragola o di una noce.
Cresta a Rosa: massa carnosa compatta e larga; cosparsa da innumerevoli tubercoli rotondeggianti, larga frontalmente si restringe posteriormente in una appendice digitiforme che può a seconda dei casi sollevarsi in corrispondenza della nuca o seguirla nella sua rotondità (Amburgo, Wyandotte) (Giavarini I., 1983; Pozzi G., 1961; Brunoli A., 1971).
Cresta a Lamina: duplicatura cutanea con margine superiore liscio e lobo posteriore più o meno espanso (alcuni ceppi industriali di Leghorn).
Assenza di cresta: minuscola massa carnosa sopra le narici.

  
  
  
disegni di creste varie in una antica stampa
  

ORECCHIONI E BARGIGLI
Gli orecchioni risultano di valido ausilio nella differenziazione fra razze mediterranee ed asiatiche. Pure fra le specie selvatiche del Gallus Gallus esistono varietà con orecchioni di diversa pigmentazione. L'orecchione bianco è tipico delle razze mediterranee e trova il suo massimo sviluppo nella razza (Spagnola a faccia bianca) dove la pigmentazione dell'intera testa risulta bianca ad esclusione di cresta e bargigli. Nelle razze asiatiche eterosome l'orecchione è invariabilmente rosso come pure in molte razze americane derivate dalle asiatiche. Vi sono pure razze ad orecchioni bianco bluastro.
I bargigli sono generalmente assai sviluppati nel gallo. Fanno eccezione alcune razze combattenti che ne sono prive. Ed in ragione di questi presentano una plica golare assai sviluppata (Mazzon I., 1928).

CIUFFO, FAVORITI E BARBA
Il ciuffo può essere di forma rotondeggiante assai espansa o di forma ridotta piramidale e piuttosto eretta. Può avere come base anatomica una vistosa anomalia costituita da un'ernia cerebrale oppure esserne priva. Esistono inoltre ciuffi che originano dalla nuca a mo' di criniera. Questa mutazione può essere spesso accompagnata da un maggior sviluppo delle penne della gola (barba) e delle guance (favoriti). Questo carattere può presentarsi anche disgiunto dalla mutazione ciuffo; con l'espandersi della barba e dei favoriti si nota inoltre una riduzione della dimensione dei bargigli.

COLLO NUDO
Può esistere in stato di omozigosi o di eterozigosi. Gli individui omozigoti per tale carattere presentano il collo privo di penne con cute di colore rosso (Collo nudo di Transilvania). Gli eterozigoti, invece, mostrano la porzione antero-inferiore del collo ricoperta da un ciuffo di penne, mentre la restante parte è nuda (Collo nudo di Forez).

FORMA, CONSISTENZA E LUNGHEZZA PIUME
Esistono varie mutazioni a livello delle piume dei polli. Molte hanno caratterizzato la nascita di vere e proprie razze. Si trovano quindi razze a piumaggio arricciato in cui le singole piume anziché seguire la normale conformazione assumono direzione contraria facendo assumere all'animale un aspetto arricciato. Un'altra mutazione assai nota è quella del piumaggio setoso dove le barbule delle singole penne non collabiscono creando l'effetto di piume lanose. Esistono inoltre razze asiatiche in cui le penne di coda e mantellina sono soggette a crescita continua e non mutano mai (Phonix, Jokohama).
Stranamente la domesticità ha eliminato la muta eclissale del gallo che pur essendo geneticamente dominante non è presente in nessuna razza domestica e si conserva solo nei galli selvaggi della specie gallus.

  
  
  
disegni di varie code in una antica stampa
  

MUTAZIONI A CARICO DEGLI ARTI
Mutazione di colore: questa mutazione risulta responsabile di numerose colorazioni, che furono influenzate pure notevolmente dalle richieste di mercato. Risultavano infatti preferiti dai consumatori in un recente passato i polli a tarsi nerastri mentre attualmente i polli commerciali devono presentare tarsi gialli. Si possono riscontrare inoltre polli con tarsi bianco-rosei, verdi, bluastri e maculati.
Mutazione pentadattila: alcune razze fra le più famose in Europa sono dotate di un dito sovranumerario (Dorking).
Mutazione tarsi calzati: molte razze eterosome asiatiche sono provviste di tarsi impiumati più o meno fittamente.
Mutazione tarsi corti: è tipica di alcune razze (Courtes Pattes, Nagasaki).
Mutazione garretti da avvoltoio: anomalia anatomica che fa assumere ai polli la postura dell'omonimo uccello accompagnata da uno sviluppo delle piume della coscia che per la forma vengono dette calzoni (Sabelpoot) (Pèriquet J. C., 1994; Giavarini I., 1983).

  
  
  
disegni di vari tipi di zampe in una antica stampa
  

ASSENZA DI VERTEBRE COCCIGEE
Mutazione saltuariamente presente: Araucana in Sud America e Senza Coda in Europa.

MUTAZIONE DEL COLORE DELLA PELLE
La pelle può a seconda dei casi essere biancastra o giallastra. Questo anche in ragione del tipo di alimentazione. Esistono inoltre razze con pelle e carne molto scura (Moro a seta).
Sembra esistere anche una mutazione, detta "carne morata", che similmente a ciò che si verifica nella faraona, tinge il connettivo sottocutaneo di un colore nero-violaceo, ben evidente dopo la cottura.

PIGMENTAZIONE DELL'IRIDE
E' generalmente di colore rossastra, ma non mancano eccezioni pure fra le specie selvatiche (Gallus lafayetti) dove l'iride è bianco perlacea. Vi sono pure razze dove lo standard prevede occhi bruni molto scuri quasi nerastri (Bresse, Campine).

CONFORMAZIONE CORPOREA E DIMENSIONI
Riguardo alla forma risulta di notevole interesse una classificazione proposta dal Ghigi nel 1905 che suddivide le razze di polli in:
- razze omeosome, quelle che per forma e per correlazione tra le varie parti del corpo si avvicinano al genere Gallus; depongono uova a guscio bianco; sono precoci nello sviluppo e hanno spiccata attitudine alla produzione di uova (Livorno, Amburgo, Padovana, Bresse, ecc...).
- razze eterosome quelle la cui forma e le cui correlazioni fra le parti del corpo sono molto diverse da quelle delle tipiche specie selvatiche considerate progenitrici dei polli domestici; depongono uova a guscio rosso e si impennano e raggiungono maturità sessuale tardi (verso l'8° mese di vita); non sono buone ovaiole e hanno prevalente attitudine alla produzione di carne (Brahama e Cocincina).
- razze mesomorfe quelle che derivano da incroci tra le sopraddette razze e presentano caratteristiche morfologiche e funzionali proprie di entrambi i gruppi; sono buone ovaiole e producono ottima carne. Le più importanti sono state create in America ed oggi vengono largamente impiegate per l'ottenimento di "ibridi commerciali" (Plymouth Rock, Rhode Island, New Hampshire, Wyandotte).
Vale la pena ricordare che esistono poi, un certo numero di razze che non aderiscono pienamente a questa classificazione, quali le combattenti, le nane ed altre che per caratteristiche peculiari si annoverano fra le ornamentali.
Alla luce di questa classificazione in passato si fecero numerose ipotesi sull'origine delle razze eterosome compresa una loro presunta origine insulare che veniva addotta per giustificare la scarsa attitudine al volo di queste razze. Recenti scoperte archeologiche sono state però in grado di chiarire che i polli erano stati introdotti in Cina intorno al 6000 a. C.: tutto ciò fa supporre che da tale addomesticamento derivino i corpulenti polli eterosomi, mentre i polli omeosomi siano il frutto di un più recente tentativo di domesticazione svolto in epoca romana con ampia diffusione nel resto d'Europa.

LIVREA
Il numero di livree ottenute per selezione è veramente notevole e mentre alcune razze si identificano con una colorazione, ve ne sono certe che ne annoverano numerose.
Il tipo di livrea è stato condizionato da molti fattori tra cui esigenze commerciali che in un primo momento premiavano i polli totalmente neri per poi orientarsi definitivamente verso i polli a penna bianca che spennati si presentavano privi di antiestetici follicoli colorati. Tutto ciò è all'origine dell'attuale tendenza a scomparire dei ceppi a piumaggio colorato.

COLORE DELL'UOVO
Il colore del guscio dell'uovo può essere bianco, rosso mattone, rosato o verde. E' bianco nelle razze mediterranee, mentre in quelle asiatiche e americane è rosso mattone. La preferenza dei consumatori sud europei per il guscio pigmentato ha indotto gli allevatori ad allevare per lo più ovaiole produttrici di uova colorate (Cittadini A., 1929). (vedi anche pagina Uova)

vedi anche  pagina "Uova & Dintorni"

VELOCITA' DI IMPENNAMENTO
Le razze mediterranee sono per lo più ad impennamento rapido, caratteristica pregevole e ricercata in tutte le moderne razze avicole.

ISTINTO ALLA COVA
L'istinto alla cova, venuta meno la sua utilità pratica, è stato per lo più soppresso con opportuna selezione. Rimangono propense alla cova le razze asiatiche e un certo numero di razze nane, utilizzate nell'incubazione della selvaggina da penna.

VACCINAZIONI

 

 
chioccia
nascita...
prime ora di vita
 
 
chioccia in cova
dopo 21 gg. circa..schiusa uova
pulcino di poche ore
 

(Testi a cura del Dr. Alessio Zanon - Università di Parma)

 

.

 

Attenzione, per l'utilizzo delle immagini di questo sito è necessario chiedere l'autorizzazione dell'autore. Se consenziente citare la fonte o l'autore.

.

Se disponete di materiale (foto, testi, indirizzi) o semplicemente delle informazioni riguardanti l'argomento di questa pagina che ritenete utili per migliorare il contenuto di questo sito. Non esitate a scriverci una e-mail . Ci farebbe molto piacere poterle inserire. Lo stesso vale per segnalarci eventuali errori, commenti e consigli.

torna all' Indice Argomenti

© 2003 La riproduzione non autorizzata del materiale di questo sito è vietata

Webmaster info@ilpollaiodelre.com   istant contact +39 339.4409049