| GALLI
SELVATICI PROGENITORI DEL GALLO DOMESTICO
I Galli selvatici sono suddivisibili in quattro specie: · Gallus
gallus Linneo · Gallus sonnerati Temminck · Gallus lafayetti
Lesson · Gallus varius Shaw Gallus gallus
Linneo La specie Gallus gallus comprende
cinque sottospecie locali: Gallus gallus gallus Linneo Maschio:
Capo e mantellina arancio scuro o rosso aranciato, che passa all'aranciato ed
al giallo sulle punte delle più lunghe penne del collo; penne della parte
del dorso inferiormente alla mantellina e copritrici inferiori delle ali nere
sfumate in verde ed in bleu purpureo; scapolari, copritrici mediane e schiena
rosso marrone scuro, che passa all'aranciato carico sulle lunghe penne aguzze
che rappresentano le penne del groppone e le minori copritrici caudali; secondarie
e copritrici cangianti in bleu e verde; remiganti nere coi margini esterni delle
primarie marroni o colla metà esterna del vessillo esterno delle secondarie
castano o bruno rosso; parti inferiori nere sfumate in verde; lunghe copritrici
superiori caudali e coda nere cangianti in verde e bleu porporino. Becco bruno
scuro; cresta e bargigli rossi, orecchioni bianchi, rimanenti parti nude nel capo
e nel collo rosse; zampe color lavagna. Nella muta estiva le penne focate
e lanceolate del collo, vengono sostituite da penne di forma normale, come quelle
della gallina, di color nerastro fuligginoso. In autunno risorgono le lancette.
Femmina: La testa della gallina è gialla e si prosegue nella mantellina
anch'essa gialla, percorsa longitudinalmente da fiamme nere. Il dorso e le spalle
sono di colore brunastro uniforme; ogni penna è lapissata di nero con una
netta orlatura dorata brillante. La rachide della penna è bianco giallastra.
Le remiganti primarie sono bruno ardesia con le barbe esterne provviste di un
sottile orlo bruno. Le remiganti secondarie sono brune con barbe esterne bruno
chiaro finemente disegnato. Il petto è di un tenue color salmone; le gambe
e il ventre bruno cenere con fine orlatura delle piume. La coda è nera
lapissata di bruno (Ghigi A., 1968; Giavarini I., 1983). Questa sottospecie
abita le foreste della Cocincina della Cambogia e dell'Annam. Sue caratteristiche
principali rimangono l'orecchione bianco e le penne della mantellina e del groppone
assai lunghe. 
Gallus gallus gallus Linneo
Gallus gallus murghi Robinson e Kloss
Questa sottospecie rimane nei caratteri esteriori
assai simile alla sottospecie precedente presenta orecchioni bianchi un po' più
piccoli, lancette molto appuntite giallo intenso, le più lunghe di queste
tendono al dorato ed hanno una lunga striscia nera centrale abbastanza larga.
La femmina non differisce significativamente dalla precedente se non per una minor
dimensione degli orecchioni. Questa sottospecie geografica è tipica
dell'India nord-orientale e dell'Himalaia (Ghigi A., 1968; Giavarini I., 1983).
 | |  |
| | | tre immagini di esemplari
di Gallus gallus murghi Robinson e Kloss | Gallus
gallus spadiceus Bonnaterre Questa sottospecie
non presenta varianti di rilievo per quanto riguarda il piumaggio, possiede lancette
mediamente più corte che in gallus e orecchioni piccoli e rossi, nel resto
assomiglia perfettamente alla sottospecie nominale. Abita la regione sud-ovest
dello Yunnan sud occidentale, la Birmania, il Siam, ad eccezione però della
regione nord orientale del Laos, la penisola della Malacca e la zona nord di Sumatra
(Ghigi A., 1968; Giavarini I., 1983). |
|
| Gallus gallus spadiceus Bonnaterre |
Gallus gallus jabouillei Delacour e Kinnear
Questa sottospecie presenta cresta e bargigli più
piccoli rispetto alle altri sottospecie, pure gli orecchioni sono rossi e piccoli.
Le parti rosse della livrea risultano di una tonalità più scura,
le lancette del collo sono più brevi e meno puntute; il groppone è
rosso mogano mentre le lancette dei fianchi sono piccole e rosso scure; la coda
è un poco più corta ed il collo assai scuro è appena aranciato.
Presente nel Tonchino e nella parte sud orientale dello Yunnan (Cina) ed estremo
nord dell'Annam (Ghigi A., 1968; Giavarini I., 1983).
| | | |
|
| | Gallus g. jabouillei
Delacour e Kinnear in eclisse | |
Gallus g. jabouillei Delacour e Kinnear |
| | | | | |
| | | | | |
Gallus gallus bankiva Temminck (Gallus gallus ferrugineus
Gmelin) Somiglia alla sottospecie spadiceus e
ne è appena distinto per le lancette del collo che sono larghe, piuttosto
rotondeggianti alla punta, carattere questo distintamente differente dalle altre
sottospecie. Gli orecchioni di questo sono rossi variegati di bianco e i tarsi
blu lavagna. Nell'uso comune parlando di gallo selvatico, progenitore dei polli
domestici, si è sempre parlato di bankiva, forse per l'abitudine che hanno
gli indigeni di trasportarlo e naturalizzarlo nelle numerose isole degli arcipelaghi
orientali. Originariamente questa sottospecie nota come Gallo d'oro della
jungla occupava la parte meridionale di Sumatra, le isole di Giava e di Bali.
Risulta invece introdotto nelle Filippine, Tahiti e nelle lontane Hawaii, dove
il Capitano Cook lo ricevette in dono dagli indigeni (Ghigi A., 1968; Giavarini
I., 1983). | |  |
| |
Gallus gallus bankiva Temminck (Gallus
gallus ferrugineus Gmelin) foto Feathersite.com
| Gallus
sonnerati Temminck Il gallo di Sonnerat dal
nome del suo scopritore è chiamato anche Gallo grigio della jungla, abita
preferibilmente le regioni montane e lo si può trovare fino a 1500-2000
metri. A differenza di altri galli vola con grande facilità. Caratteristica
principale di questa specie è la straordinaria dilatazione della porzione
apicale della rachide nelle penne lanceolate della mantellina ,del groppone e
nel sopracoda. Tale dilatazione conferisce a queste penne un aspetto squamoso
ben diverso dalla norma. Durante l'estate le penne della mantellina mutano e vengono
sostituite da piume brevi di struttura normale. Maschio: Penne del capo, del
collo e della parte anteriore del dorso nere, frangiate di grigio, con una sbarra
bianca ed una macchia subterminale giallo paglierino; il resto della schiena e
del groppone comprese le copritrici minori delle ali sono sfumate in purpureo,
orlate di grigio e con una stretta stria bianca lungo il rachide; le maggiori
penne del groppone sono frangiate in aranciato e rossastro con le estremità
delle penne ornata da macchie gialle a forma di fiamma; le copritrici mediane
delle ali e le scapolari sono nere, con strie bianco giallicce lungo il rachide
dilatate all'apice in una grande macchia aranciata frangiata esternamente in rosso.
Remiganti e loro copritrici bruno-nere. Parti inferiori grigie con le penne dei
fianchi frangiate all'apice di rossastro. Coda nera sfumata in verde . La cresta
è piccola con una lievissima dentellatura, orecchioni rossi, becco color
corno, zampe giallo arancio intenso. Femmina: Tutte le penne del collo e del
dorso hanno strie bianco giallicce lungo il rachide, i vessilli esterni delle
secondarie sono finemente macchiati di bruno sporco e di nero, le penne del petto
risultano fortemente striate di bianco e di nero. La cresta è piccolissima
e la porzione nuda del capo assai ridotta. Abita l'India occidentale, centrale
e meridionale (Ghigi A., 1968; Giavarini I., 1983).
| |  |  | |
|
| Gallus lafayetti Lesson (Gallus stanley
Gray) Maschio: Capo aranciato rossastro, mantello
giallo dorato, rigato di nero per lungo. Penne del mento e della gola formanti
una specie di bavetta che si discosta dal rosso del petto. Dorso rosso rigato
di nero, penne del groppone rosso porpora alla base, con tinta bluastra alla punta.
Copritrici delle ali rosso aranciate con strie mediane nere. Primarie bruno nerastre,
secondarie blu cangiante, coda nera anch'essa cangiante in blu. Parti inferiori
rosso vivace finemente rigato in nero. Cresta seghettata romboidale più
alta dietro con una grande stria obliqua e mediana gialla che spicca sul rosso
delle porzioni rimanenti. Becco bruno, zampe giallo rosse; iride bianco paglierino.
Non è soggetto come le precedenti specie al cambio periodico delle lancette
del collo. Femmina: Differisce dalla femmina del G. gallus nell'avere le frange
delle penne del collo e del dorso più scure, più rossastre e meno
larghe. Le secondarie sono nere striate trasversalmente di bruno gialliccio, le
penne del torace e dei fianchi sono nere macchiate di rosso cuoio con strie longitudinali
biancastre. Il petto ed il resto delle parti inferiori sono bianchi irregolarmente
striati e marginati di nero. Le penne della coda sono nere riccamente macchiate
di bruno rossiccio. Cresta piccolissima con bargigli rudimentali, guance impiumate
con leggero margine oculare rossastro. Questa specie si trova esclusivamente
sull'isola di Ceylon ,dove vive sia in pianura sia nelle regioni ad altitudini
maggiori portandosi fino ai 1700 metri. Questo gallo presenta inoltre nel maschio
un abito giovanile intermedio a quello da adulto di un colore bruno fulviccio. 
Gallus Lafayetti Lesson (Gallus stanley Gray)
Gallus varius Shaw
(Gallus furcatus Temminch) Maschio: Capo, collo
e parti superiori del dorso coperto di penne piuttosto corte e troncate, nere
alla base, sfumate in blu nel mezzo ed in verde dorato nella parte rimanente.
Parte inferiore del dorso verde dorata, con riflessi azzurri e degradante in bronzo
violetto verso le estremità. Lancette del groppone e del sopracoda nere,
strettamente bordate di giallo dorato. Copritrici inferiori e medie delle ali
allungate colore rosso arancio con lunga stria mediana nera; remiganti e copritrici
maggiori delle ali nere, leggermente sfumate in azzurro verdastro. Parti inferiori
e coda nere sfumate anch'esse in blu verdastro. I lati del capo e le tempie sono
nudi e di colore scarlatto , cresta abbastanza pronunciata con margine integro,
verde nella parte centrale e basale, degradante in viola rossastro verso l'esterno,
bargiglio impari nel mezzo della gola, scarlatto, verde e giallastro. Becco colore
corno, zampe carnicine; iride rosso fuoco. Non soggetto al cambio stagionale delle
penne del collo. Femmina: Capo, collo e parti superiori del manto bruno sporco,
con strie subterminali nerastre e con strie centrali scure; il resto delle parti
superiori, secondarie e copritrici nere , leggermente sfumate di nerastro ed irregolarmente
striate e marginate all'estremità di giallastro; primarie e copritrici
bruno scuro, gote, strie sopracciliari e lati della faccia bruno pallido. Mento
e gola bianchi, parti inferiori color cuoio, penne del torace con margini brunicci
e fianchi con macchie nerastre; coda nera irregolarmente macchiata di bruno. La
cresta e i bargigli della femmina sono assai poco sviluppati. Questa specie
originaria dell'isola di Giava si rinviene abbondantemente pure nelle isole vicine
di Madoura, Kangean, Lombok e Flores (Ghigi A., 1968; Giavarini I., 1983).
| |  |  | |
| alcuni esemplari di Gallus varius Shaw
(Gallus furcatus Temminch) | |
|
DOMESTICAZIONE DEL GALLO
IL GALLO NELL'ANTICHITA'
Potrebbe essere degno di attenzione analizzare
quanto scritto dai Latini sull'avicoltura presso gli antichi Romani. Catone,
vissuto tra la fine del II e la metà del III sec. a.C., propone
limitate notizie riguardo l'ingrassamento di oche, colombi e galline,
non soffermandosi sull'allevamento. Anche la trattazione del Palladio,
che è l'ultimo degli scrittori romani di avicoltura, essendo egli
vissuto probabilmente nel IV secolo dell'era volgare, non fornisce che
cenni sull'allevamento delle galline da parte delle donne di casa.
Il più antico trattatista dopo Catone,
è Varrone che si ritiene sia vissuto dal 116 al 27 a.C. e dà
importanti spunti a cui ricorre Columella, autore del primo vero trattato
completo di avicoltura. Columella consiglia di scegliere polli ad orecchione
bianco asserendo che questi sono sicuramente più fecondi degli
altri; raccomanda inoltre di mantenere galline con cinque dita, avvalorando
l'ipotesi, sostenuta da alcuni autori inglesi, che la razza Dorking fosse
di origine romana ed importata in Inghilterra da Cesare. Vaghe notizie
parlano poi dei polli di Media e di Rodi definiti più belli e più
grossi dei nostrani, e si parla spesso di combattimenti di galli che si
svolgevano presso le case dei ricchi romani.
E' un fatto certo che tutti i popoli antichi
hanno descritto l'esistenza di un pollo selvatico che spesso costituiva
una delle portate predilette delle mense romane. Se in tutti i paesi del
mondo il pollo fa parte della mensa quotidiana è pur vero che fu
oggetto di venerazione religiosa presso molti popoli. Darwin, nelle sue
ricerche sull'origine delle specie domestiche, giunse alla conclusione
non da tutti condivisa che il pollo domestico non poteva aver avuto origine
da una forma primitiva spentasi con l'andar del tempo e, a dimostrazione
di ciò, concorreva il fatto che in Asia, le specie selvatiche del
genere Gallus, si erano conservate attraverso i secoli.
Nell'opera "L'origine delle specie per
selezione naturale", egli si esprime con queste precise parole: "il
signor Blyth, le cui opinioni, basate su un ampio e multiforme patrimonio
di conoscenze, a mio avviso sono più valide di quelle della maggior
parte degli altri Autori, sostiene che tutte le razze di pollame sono
derivate dal comune gallo selvatico indiano, Gallus bankiva (l'attuale
classificazione designa come sottospecie bankiva il giavanese e la sottospecie
indiana è rappresentata dal G. murghi). Il La Perre de Roo confuta
il concetto darwiniano: "non vi è nessun esempio di galli
dei nostri poderi che sia ritornato allo stato selvatico". Le ipotesi
che fanno discendere l'uomo dalla scimmia, il cane dal lupo, il colombo
domestico dal torraiolo e finalmente il pollo domestico dal gallo bankiva,
sono tutte moderne.
Gli antichi autori latini: Columella, Varrone,
Palladio, che hanno scritto sugli animali da cortile duemila anni fa,
essendo ancora più vicini di noi all'epoca della domesticazione
del pollo, non si trovano meno di noi nella possibilità di delucidare
la questione che ci occupa. Ora, questi autori, parlano dei galli selvatici
come di uccelli rari che non si riproducevano in cattività e di
cui si utilizzava solamente la carne, senza che in questi illustri Dotti
fosse mai sorto il dubbio che quelle specie selvatiche fossero la sorgente
primitiva dei nostri volatili domestici di cui possedevamo già
diverse varietà.
Il Darwin sostiene con argomentazioni convincenti
l'origine monospecifica del gallo domestico da quello bankiva poiché
afferma: "il canto del bankiva non è molto dissimile da quello
del combattente". Nel 1967 studi degli spettrogrammi del canto del
Gallus gallus, Gallus sonnerati, Gallus Lafayettei chiariranno che il
canto del gallo domestico somiglia effettivamente solo a quello del Gallus
gallus. Darwin ebbe però altri importanti oppositori alle sue affermazioni;
possiamo citare Edward Brown, Lewis Wright e soprattutto Tegetmeier, che
collaborò con Darwin in numerose ricerche. Nonostante ciò
ebbe il coraggio di opporsi al maestro, esprimendosi così: "si
potrebbe pensare che io sia molto presuntuoso quando voglio contestare
le conclusioni cui è giunto l'onorevole Maestro Darwin, col quale
e per il quale è stato per me un grande privilegio collaborare
per alcuni anni, ma un'accurata ed approfondita considerazione dei fatti
mi ha condotto a conclusioni differenti rispetto a quelle a cui lui è
giunto
.e, tenendo conto di tutte queste osservazioni, io sono indotto
a credere che polli come la Cocincina (razza asiatica eterosoma) non discendono
dalla stessa specie da cui deriva il nostro gallo combattente
.".
Non si capisce d'altra parte come Darwin
abbia giustamente osservato una diversa morfologia del foro occipitale
del bankiva e della Cocincina e non abbia mollato sul suo punto di vista
monofiletico, solo per il fatto che non si trovavano più antenati
selvatici dei polli diversi dai bankivoidi. Per un attimo, meditando sul
comportamento terricolo della Cocincina, Darwin fu tentato di ammettere
una diversa derivazione (presunta origine insulare delle grandi razze
asiatiche), ma fece subito dietro front affidando al contrario sulla fertilità
degli ibridi il compito finale di arbitro insindacabile.
Qui si aprì un'ulteriore bagarre
sulle reciproche possibilità di incrocio fra galli selvatici e
galli domestici, appianati solo in parte dagli studi del Prof. Ghigi (1915),
sostenitore convinto dell'origine plurispecifica del gallo domestico dalle
numerose specie selvatiche diffuse in Asia.
Recentissime scoperte archeologiche in Cina, indicano che i polli vi erano
stati introdotti intorno al 6000 a.C. e che tali polli derivavano da un
addomesticamento anteriore del Gallus gallus, avvenuto nel sud-est asiatico
(concetto espresso anche da Darwin). Dalla Cina giunsero in Giappone via
Corea nel periodo Yayoi (300 a.C.-300 d.C.) i reperti più antichi
secondo Barbara West e Ben-Xiong-Zhou provengono dal Cishan e Peligan
in Cina e risalgono al 6000 a.C., data che precorre di quattromila anni
i reperti di Mehenjo-Daro e ciò non basta, in quanto i resti di
sedici delle diciotto località cinesi sono essi pure antecedenti
a quelli indiani.
Non si sa se questi soggetti allevati in
Cina abbiano contribuito alla selezione dell'attuale pollo domestico.
I polli della cultura Harrappa della valle dell'Indo (2500-2100 a.C.),
potrebbero essere invece la sorgente principale della diffusione mondiale
del gallo. Ricerche recenti confermano pure che il pollo era già
stato introdotto nell'America del sud proveniente dalla Polinesia prima
del XVI secolo (Ghigi A., 1968; A.A.V.V., 1996).
.
|
| ALLEVAMENTO
TRADIZIONALE DEL POLLAME
Rispetto agli scritti dei Romani trascorsero
molti secoli senza che nulla si aggiungesse in relazione all'allevamento
degli uccelli domestici. Ne parla successivamente, in alcuni suoi scritti,
Ulisse Aldovrandi, delle cui opere Darwin ebbe a scrivere: "l'ornitologia
di lui è il più completo documento di cui possiamo disporre
per determinare l'età delle nostre razze domestiche di polli e
di piccioni".
Non si deve credere che Aldovrandi non avesse
commesso anche clamorosi errori come quello di attribuire origine indiana
e provenienza turca al tacchino, seguendo forse quella tradizione geografica
in omaggio alla quale Cristoforo Colombo, giungendo alle Antille, aveva
creduto di essere in India.
L'avicoltura andò intensificandosi
nei secoli successivi al XVI come piccola attività rurale limitata
in molte province all'opera del colono. Questa condizione declassò
l'avicoltura che fu considerata appannaggio delle massaie e tenuta in
dispregio dagli stessi contadini di sesso maschile. In regime di mezzadria,
l'allevamento del pollame era competenza del colono, al quale il proprietario
poneva una limitazione nel numero dei capi e delle specie da allevare.
La limitazione del numero dei capi, imposta dai capitolati agrari, veniva
di solito elusa con l'allevamento dei giovani e sorgevano dispute per
tali trasgressioni. In generale i patti colonici contemplavano la corresponsione
al proprietario di un certo numero di capi per ogni categoria di pollame
e più precisamente galletti d'agosto, capponi a Natale, galline
a carnevale e uova a Pasqua.
In Italia giunsero successivamente da Parigi
le prime notizie di un'esposizione internazionale di avicoltura, cosicché
l'interesse per questa cominciò ad accrescersi, in particolar modo
verso le razze di polli considerate da prodotto. Nacque così una
"consociazione modenese" per il miglioramento degli animali
da cortile, la quale importò gruppi scelti dalla Francia, affidando
l'allevamento ad agricoltori appassionati. Nel
1899 il Corriere della Sera, ritenendo negletto in Italia l'allevamento
degli animali da cortile, bandì un'esposizione nazionale di avicoltura
alla quale fece seguito, l'anno successivo, una internazionale sotto gli
auspici dell'Associazione della Stampa Lombarda. Da allora si destò
un movimento abbastanza intenso a favore dell'industria zootecnica su
basi avicole e le esposizioni si seguirono numerose a Firenze, a Roma,
in Piemonte, culminando con quella internazionale che ebbe luogo a Milano
nel 1906 in occasione dell'inaugurazione del valico del Sempione.
Nel frattempo era stata costituita una società
italiana di avicoltura con sede a Genova, la cui presidenza fu affidata
al marchese Gerolamo Trevisani autore di diversi trattati sull'argomento.
Nel 1909 il Governo, su decisione espressa dal congresso degli agricoltori,
decise l'istituzione di stazioni sperimentali di avicoltura atte a far
progredire le conoscenze su questo ramo importantissimo della zootecnia.
In seguito lo scoppio della prima guerra mondiale l'Italia subì
non soltanto un arresto, ma addirittura un regresso delle sue produzioni
agrarie e solo il 28 giugno del 1917, il Ministro dell'Agricoltura con
decreto istituì la Stazione Sperimentale di Pollicoltura di Rovigo
(Ghigi A., 1930, 1968; Bonadonna T., 1950; Périquet J. C., 1995).
AVICOLTURA INDUSTRIALE Già
nel lontano 1892, assai prima che Shull proponesse il concetto di eterosi, Cushman
aveva notato e sottolineato che gli ibridi di prima generazione fra due razze
erano più robusti e facili da allevare. Dopo un lungo intervallo di tempo
Warren riprese l'argomento, dimostrando che gli incroci tra Livorno bianca per
Jersey nera erano superiori alle razze pure parentali nella maggioranza dei caratteri
di valore economico. Nonostante ciò fino agli inizi del 1950 le ricerche
si susseguirono avendo come protagoniste le razze pure, con risultati favorevoli
al miglioramento dello sviluppo corporeo, ma contraddittori per altri caratteri,
specie l'attitudine ovaiola. Si può quindi affermare che furono i genetisti
avicoli i primi, nel settore animale, a violare il dogma infrangibile della razza
pura. Con l'avvento dell'avicoltura intensiva le idee e le esperienze uscirono
dai laboratori e cominciarono a moltiplicarsi le esperienze pratiche. Per le ovaiole
si profilava di fatto una crescente difficoltà nel migliorare le prestazioni
con i metodi tradizionali (selezione massale con progeny test e selezione famigliare);
per i polli da carne si imponeva la ricerca di metodi adeguati con cui porsi in
modo competitivo di fronte al mercato in espansione. In simile contesto prese
terreno la pratica dell'incrocio quale unico sistema riproduttivo capace di sfruttare
un'intera classe di azioni geniche prima trascurate come gli effetti di dominanza,
di superdominanza ed epistatici. Una statistica del U. S. Agricoltural Research
Service riporta che già nell'annata 1955-56 il 43% dei pulcini allevati
negli Stati Uniti proveniva da incrocio. Oggi, tutti i polli commerciali in tutto
il mondo sono meticci. Le razze pure sono uscite di scena come fornitrici di animali
da sfruttamento. Nel settore delle ovaiole tutti gli incroci commerciali sono
stati ottenuti con due metodi: ibridazione di linee consanguinee ed incrocio fra
ceppi, spesso nella sua versione più sofisticata vale a dire la selezione
ricorrente reciproca. Intorno al 1975 l'ibridazione di linee consanguinee e la
selezione ricorrente reciproca furono messe da parte a vantaggio dell'incrocio
fra ceppi, nella versione originale meno complessa e costosa e sicuramente più
flessibile rispetto alle fluttuazioni del mercato. Un fatto curioso, che si
ripete sia per le linee ovaiole che per i polli da carne è che molti dei
moderni ceppi a produzione elevata provengono da un numero modesto di selezionatori,
non più di 6-7, e taluni ceppi potrebbero avere un'origine comune. Quindi,
una base genetica sorprendentemente ristretta per una distribuzione mondiale.
Tutto ciò fa riflettere sui pericoli implicati e sulla necessità,
in una proiezione futura, di conservare e difendere il prezioso patrimonio genetico
rappresentato dalle molte razze e varietà ancora esistenti in purezza.
Parecchi rappresentanti della scienza ufficiale ritengono che, con produzioni
annue oscillanti fra le 230 e le 260 uova si sia raggiunto o quasi un plateau
difficile da superare con i metodi in possesso della genetica moderna; non tanto
perché la varianza genetica additiva sia esaurita, quanto per l'instaurarsi
di correlazioni geniche negative tra i caratteri economici più importanti
e perseguiti (taglia piccola del corpo e dimensioni grandi delle uova da un lato
e produzione di uova dall'altro). I classici broiler degli inizi degli anni '50
raggiungevano il peso di 1,2-1,3 kg a 12 settimane, con un'efficienza medie di
trasformazione pari a 3-3,4. I broiler medi degli anni '70 arrivavano già
a 1,8-2 kg in 8 settimane, con indici di conversione spesso inferiori a 2,2-2,4.
L'incremento e il miglioramento, seppur rallentati, continuano e non ci sono prove
che si sia raggiunto un plateau. Unico pericolo dell'esasperata corsa a favore
dei tratti ponderali è quello che determini degli scompensi metabolici
con effetti negativi diversi; è questa probabilmente la causa principale
dei grossi inconvenienti di recente lamentati in ceppi di broiler superpesanti
(Giordani G., 1975).
MUTAZIONI INSORTE
NEL GALLO DOMESTICO CRESTA Rappresenta
una delle caratteristiche anatomiche più variabili. Rappresenta inoltre
un valido aiuto nell'identificazione delle varie razze e varietà. Per quanto
riguarda le specie selvatiche la maggior parte di queste è dotata di una
cresta semplice regolarmente dentellata, fanno eccezione il Gallus lafayetti e
Gallus varius rispettivamente con cresta romboidale finemente dentellata e cresta
semplice priva di denti (Ghigi A., 1968). Cresta semplice: duplicatura
cutanea con margine superiore dentellato il lobo posteriore può essere
più o meno espanso e può seguire o meno la curvatura della nuca.
Nel gallo indipendentemente dalle dimensioni, è sempre portata perfettamente
diritta; nella gallina è portata, in talune razze diritta (Plymouth rock)
, in altre piegata su uno dei due lati del capo (Livornese). Cresta a coppa:
due lamine carnose con margine superiore dentellato perfettamente serrato posteriormente
a formare una struttura a coppa (Siciliana). Cresta a farfalla: due lamine
carnose portate molto divaricate tra loro con margine dentellato. E' caratteristica
delle razze di polli dotate di ciuffo di penne sul capo (Houdan). Cresta a
Cornetti: cuscinetto carnoso prolungantesi a partire dalle narici in due appendici
digitiformi carnose portate erette sul capo. Molto spesso presente nelle razze
con ciuffo (La Flèche). Cresta a Pisello: è formata da tre lobi
longitudinali, cosparsi di piccoli tubercoli tanto da sembrare un bacello di pisello
aperto (Brahama). Cresta a Mora: piccola massa rotondeggiante finemente cosparsa
da tubercoli (Moro a seta). Cresta a Cuscinetto: massa carnosa, relativamente
piccola portata ben aderente al capo e perfettamente liscia. Cresta a Fragola
o a Noce: piccola massa carnosa cosparsa di tubercoli più o meno piccoli,
paragonabili alla metà di una fragola o di una noce. Cresta a Rosa:
massa carnosa compatta e larga; cosparsa da innumerevoli tubercoli rotondeggianti,
larga frontalmente si restringe posteriormente in una appendice digitiforme che
può a seconda dei casi sollevarsi in corrispondenza della nuca o seguirla
nella sua rotondità (Amburgo, Wyandotte) (Giavarini I., 1983; Pozzi
G., 1961; Brunoli A., 1971). Cresta a Lamina: duplicatura cutanea con
margine superiore liscio e lobo posteriore più o meno espanso (alcuni ceppi
industriali di Leghorn). Assenza di cresta: minuscola massa carnosa sopra
le narici.
| | | | | |
| | | disegni di creste varie in una
antica stampa | | | ORECCHIONI E BARGIGLI
Gli orecchioni risultano di valido ausilio nella
differenziazione fra razze mediterranee ed asiatiche. Pure fra le specie selvatiche
del Gallus Gallus esistono varietà con orecchioni di diversa pigmentazione.
L'orecchione bianco è tipico delle razze mediterranee e trova il suo massimo
sviluppo nella razza (Spagnola a faccia bianca) dove la pigmentazione dell'intera
testa risulta bianca ad esclusione di cresta e bargigli. Nelle razze asiatiche
eterosome l'orecchione è invariabilmente rosso come pure in molte razze
americane derivate dalle asiatiche. Vi sono pure razze ad orecchioni bianco bluastro.
I bargigli sono generalmente assai sviluppati nel gallo. Fanno eccezione alcune
razze combattenti che ne sono prive. Ed in ragione di questi presentano una plica
golare assai sviluppata (Mazzon I., 1928). CIUFFO, FAVORITI E
BARBA Il ciuffo può essere di forma
rotondeggiante assai espansa o di forma ridotta piramidale e piuttosto eretta.
Può avere come base anatomica una vistosa anomalia costituita da un'ernia
cerebrale oppure esserne priva. Esistono inoltre ciuffi che originano dalla nuca
a mo' di criniera. Questa mutazione può essere spesso accompagnata da un
maggior sviluppo delle penne della gola (barba) e delle guance (favoriti). Questo
carattere può presentarsi anche disgiunto dalla mutazione ciuffo; con l'espandersi
della barba e dei favoriti si nota inoltre una riduzione della dimensione dei
bargigli. COLLO NUDO Può
esistere in stato di omozigosi o di eterozigosi. Gli individui omozigoti per tale
carattere presentano il collo privo di penne con cute di colore rosso (Collo nudo
di Transilvania). Gli eterozigoti, invece, mostrano la porzione antero-inferiore
del collo ricoperta da un ciuffo di penne, mentre la restante parte è nuda
(Collo nudo di Forez). FORMA, CONSISTENZA E LUNGHEZZA PIUME
Esistono varie mutazioni a livello delle piume dei
polli. Molte hanno caratterizzato la nascita di vere e proprie razze. Si trovano
quindi razze a piumaggio arricciato in cui le singole piume anziché seguire
la normale conformazione assumono direzione contraria facendo assumere all'animale
un aspetto arricciato. Un'altra mutazione assai nota è quella del piumaggio
setoso dove le barbule delle singole penne non collabiscono creando l'effetto
di piume lanose. Esistono inoltre razze asiatiche in cui le penne di coda e mantellina
sono soggette a crescita continua e non mutano mai (Phonix, Jokohama). Stranamente
la domesticità ha eliminato la muta eclissale del gallo che pur essendo
geneticamente dominante non è presente in nessuna razza domestica e si
conserva solo nei galli selvaggi della specie gallus.
| | | | | |
| | | disegni di varie code in una antica
stampa | | | MUTAZIONI A CARICO DEGLI
ARTI Mutazione di colore: questa mutazione
risulta responsabile di numerose colorazioni, che furono influenzate pure notevolmente
dalle richieste di mercato. Risultavano infatti preferiti dai consumatori in un
recente passato i polli a tarsi nerastri mentre attualmente i polli commerciali
devono presentare tarsi gialli. Si possono riscontrare inoltre polli con tarsi
bianco-rosei, verdi, bluastri e maculati. Mutazione pentadattila: alcune razze
fra le più famose in Europa sono dotate di un dito sovranumerario (Dorking).
Mutazione tarsi calzati: molte razze eterosome asiatiche sono provviste di tarsi
impiumati più o meno fittamente. Mutazione tarsi corti: è tipica
di alcune razze (Courtes Pattes, Nagasaki). Mutazione garretti da avvoltoio:
anomalia anatomica che fa assumere ai polli la postura dell'omonimo uccello accompagnata
da uno sviluppo delle piume della coscia che per la forma vengono dette calzoni
(Sabelpoot) (Pèriquet J. C., 1994; Giavarini I., 1983).
| | | | | |
| | | disegni di vari tipi di zampe
in una antica stampa | | | ASSENZA DI
VERTEBRE COCCIGEE Mutazione saltuariamente
presente: Araucana in Sud America e Senza Coda in Europa. MUTAZIONE DEL
COLORE DELLA PELLE La pelle può a
seconda dei casi essere biancastra o giallastra. Questo anche in ragione del tipo
di alimentazione. Esistono inoltre razze con pelle e carne molto scura (Moro a
seta). Sembra esistere anche una mutazione, detta "carne morata",
che similmente a ciò che si verifica nella faraona, tinge il connettivo
sottocutaneo di un colore nero-violaceo, ben evidente dopo la cottura. PIGMENTAZIONE
DELL'IRIDE E' generalmente di colore rossastra,
ma non mancano eccezioni pure fra le specie selvatiche (Gallus lafayetti) dove
l'iride è bianco perlacea. Vi sono pure razze dove lo standard prevede
occhi bruni molto scuri quasi nerastri (Bresse, Campine). CONFORMAZIONE
CORPOREA E DIMENSIONI Riguardo alla forma
risulta di notevole interesse una classificazione proposta dal Ghigi nel 1905
che suddivide le razze di polli in: - razze omeosome, quelle che per forma
e per correlazione tra le varie parti del corpo si avvicinano al genere Gallus;
depongono uova a guscio bianco; sono precoci nello sviluppo e hanno spiccata attitudine
alla produzione di uova (Livorno, Amburgo, Padovana, Bresse, ecc...). - razze
eterosome quelle la cui forma e le cui correlazioni fra le parti del corpo sono
molto diverse da quelle delle tipiche specie selvatiche considerate progenitrici
dei polli domestici; depongono uova a guscio rosso e si impennano e raggiungono
maturità sessuale tardi (verso l'8° mese di vita); non sono buone ovaiole
e hanno prevalente attitudine alla produzione di carne (Brahama e Cocincina).
- razze mesomorfe quelle che derivano da incroci tra le sopraddette razze e presentano
caratteristiche morfologiche e funzionali proprie di entrambi i gruppi; sono buone
ovaiole e producono ottima carne. Le più importanti sono state create in
America ed oggi vengono largamente impiegate per l'ottenimento di "ibridi
commerciali" (Plymouth Rock, Rhode Island, New Hampshire, Wyandotte).
Vale la pena ricordare che esistono poi, un certo numero di razze che non aderiscono
pienamente a questa classificazione, quali le combattenti, le nane ed altre che
per caratteristiche peculiari si annoverano fra le ornamentali. Alla luce
di questa classificazione in passato si fecero numerose ipotesi sull'origine delle
razze eterosome compresa una loro presunta origine insulare che veniva addotta
per giustificare la scarsa attitudine al volo di queste razze. Recenti scoperte
archeologiche sono state però in grado di chiarire che i polli erano stati
introdotti in Cina intorno al 6000 a. C.: tutto ciò fa supporre che da
tale addomesticamento derivino i corpulenti polli eterosomi, mentre i polli omeosomi
siano il frutto di un più recente tentativo di domesticazione svolto in
epoca romana con ampia diffusione nel resto d'Europa. LIVREA
Il numero di livree ottenute per selezione è
veramente notevole e mentre alcune razze si identificano con una colorazione,
ve ne sono certe che ne annoverano numerose. Il tipo di livrea è stato
condizionato da molti fattori tra cui esigenze commerciali che in un primo momento
premiavano i polli totalmente neri per poi orientarsi definitivamente verso i
polli a penna bianca che spennati si presentavano privi di antiestetici follicoli
colorati. Tutto ciò è all'origine dell'attuale tendenza a scomparire
dei ceppi a piumaggio colorato. COLORE DELL'UOVO Il
colore del guscio dell'uovo può essere bianco, rosso mattone, rosato o
verde. E' bianco nelle razze mediterranee, mentre in quelle asiatiche e americane
è rosso mattone. La preferenza dei consumatori sud europei per il guscio
pigmentato ha indotto gli allevatori ad allevare per lo più ovaiole produttrici
di uova colorate (Cittadini A., 1929). (vedi anche pagina Uova) 
VELOCITA' DI IMPENNAMENTO Le razze mediterranee
sono per lo più ad impennamento rapido, caratteristica pregevole e ricercata
in tutte le moderne razze avicole. ISTINTO ALLA COVA L'istinto
alla cova, venuta meno la sua utilità pratica, è stato per lo più
soppresso con opportuna selezione. Rimangono propense alla cova le razze asiatiche
e un certo numero di razze nane, utilizzate nell'incubazione della selvaggina
da penna. | |
|
|
| |
| | chioccia in cova
| dopo 21 gg. circa..schiusa uova
| pulcino di poche ore | |
(Testi
a cura del Dr. Alessio Zanon - Università
di Parma) |