LA FARAONA

Racconta una leggenda che tanto tempo fa, in una regione occidentale della Grecia (l'Etolia), regnava un tranquillo Re di nome Eneo, con la sua sposa Altea e i suoi due figli Meleagro e Deianira, Meleagro era un giovane molto generoso e forte. Domatore di cavalli, partecipò alla spedizione degli argonauti che vagarono per gli oceani alla ricerca del "vello d'oro".
In questo paese la vita scorreva tranquilla, tra feste, lavori agricoli, caccia, etc... Le feste si celebravano per la maggior parte delle volte in onore degli Dei che pur avendo poteri soprannaturali, avevano anche alcuni comportamenti "mortali", come ad esempio il fatto di essere permalosi.
In occasione di una festa in onore di Artemide (Dea protettrice dei boschi e della caccia) il Re Eneo probabilmente sacrificò poca selvaggina in onore della Dea, e questa adirata mandò nel paese un grosso cinghiale, grande come un toro, e devastava ogni zona dove passava.
Meleagro, vista la situazione, balzò in sella al cavallo più veloce e indossato l'elmo partì alla caccia della bestia. Ritornò poco dopo con la pelle dell'animale che donò agli ospiti.
Artemide inferocita allora lo trasformò in un basso uccello, con le penne grigie, il collo pelato e con un elmo corneo in testa. Dal dolore la sorella e gli amici piansero talmente, che le loro lacrime caddero sul dorso di questo uccello lasciandogli la caratteristica perlatura.
Se ci fate caso, poi, quando osservate un gruppo di faraone scorazzare tra i prati, non vi sembrano una mandria di cavalli selvaggi?!

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