|
FARAONA AZZURRA GHIGI
Nell'intento di studiare la trasmissione
di caratteri quali l'assenza di perlatura e la diluizione del colore,
il prof. Ghigi tentò di dimostrare le relazioni genetiche intercorrenti
tra questi caratteri mediante l'incrocio delle razze Paonata e Lilla.
Inizialmente il risultato di tale incrocio produsse in F1 soggetti perfettamente
identici alla varietà Grigia. Questo risultato venne interpretato
dal Ghigi come un ritorno atavico che riportava i soggetti alla forma
ancestrale. Tali soggetti, inaspettatamente grigi, indussero il Ghigi
ad incrociare gli F1 tra di loro, ottenendo una seconda generazione costituita
da soggetti grigi (sia omozigoti che eterozigoti), da soggetti paonati
e soggetti lilla, nonché da alcuni soggetti di un colore azzurro
cinereo ereditato dalla varietà lilla e privo di perle come nella
varietà paonata. Incrociando l'esiguo numero di faraone di questo
colore, il Ghigi fu in grado di presentare durante l'esposizione mondiale
di Avicoltura di Barcellona del 1924 una nuova razza che prese il nome
Faraona Azzurra Ghigi (Ghigi A., 1924, 1927, 1936, 1968; Balasini D.,
1995).
Le caratteristiche già menzionate di questa razza di particolare
pregio sono la colorazione azzurra e la quasi totale assenza di perle.
I pulcini di questa varietà sono di un tenue color azzurro con
linee nucali ondulate come nella testa del pulcino paonato.
Attualmente la faraona Azzurra è ricomparsa fra le razze presenti
in Italia e possiede un certo numero di estimatori.

gruppo di Faraone Azzurre Ghigi f. C.L. Fracanzani

schema di Faraone Azzure di A. Ghigi
FARAONA BIANCA
Questa varietà di faraona e' senz'altro
la meno diffusa. Parlare di vera razza autoctona Italiana è forse
fuori luogo, infatti questa faraona è comparsa in un recente passato
in varie zone d'Europa. Bisogna fare pero' le dovute precisazioni poiché
la faraona bianca, o meglio sarebbe dire albina ,presenta delle caratteristiche
peculiari che spesso sono state confuse.
In primo luogo questa razza di faraona presenta pelle depigmentata senza
macchie scure sul capo e sul collo , che risulta candido, contornato da
abbondanti bargigli rossi con un cimiero di discreto sviluppo di colore
carnicino ; il becco e le zampe sono di un colore arancio intenso e tutta
la livrea è di un bianco puro privo delle macchie a perla. Il peso
è sempre piuttosto ridotto e va da 1.5kg a1.8kg. Il pulcino della
faraona bianca è caratterizzato da un piumino candido puro senza
alcun disegno che invece è sempre riscontrabile nelle altre varietà.
Cenni bibliografici sulla origine della faraona bianca si trovano raramente;
sarebbe di origine inglese come del resto una mutazione simile all'odierna
Camosciata (Golisano R., 1926). In Francia l'allevamento di faraone bianche
era ben noto e spesso gruppi di questa varietà venivano acquistati
dalla vicina Italia sempre però come curiosità da esporre
(Ghigi A., 1936, 1968; Vecchi A., 1944). Si deve infatti considerare
che contrariamente a quello che è successo per altri avicoli il
piumaggi bianco non è mai stato molto apprezzato nella faraona
poiché a detta di alcuni la qualità della carne di questi
soggetti era peggiore.
Per tutta questa serie di motivi questa razza era e rimane poco diffusa.
Osservazioni svolte su ceppi industriali di faraone fanno però
intuire che i geni responsabili dell'albinismo sono tuttora presenti ;non
è raro infatti osservare faraone con remiganti bianche o tracce
di bianco nel piumaggio del petto, mentre si assiste saltuariamente alla
comparsa di pulcini albini nelle sale di schiusa.
Spesso si ritiene che le faraone bianche siano meno rustiche rispetto
alle altre; questo è forse da imputare al fatto che, essendo albine,
presentano sovente difficoltà visive tanto che gli animali si allarmano
al minimo rumore anche se non è presente un reale pericolo. Lo
Standard Italiano delle razze avicole redatto dalla Federazione Italiana
Associazioni Avicole non fa cenno alla razza fin qui descritta, presentando
come faraona bianca soggetti con occhi scuri e piumaggio bianco regolarmente
perlato. Tutto ciò provoca fraintendimenti notevoli.
La faraona Bianca (Albina) è attualmente scomparsa da gran parte
dell'Europa, ma continua ad essere allevata negli Stati Uniti.
| |
|
|
|
|
| |
Faraona Bianca foto A. Zanon
|
|
Faraona Bianca foto A. Zanon
|
|
| |
|
|
|
|
| |
Faraone Bianche (Albine)
|
|
Faraone Bianche (Albine)
|
|
FARAONA BLUETTA
La razza Bluetta fu selezionata dal professor
Ghigi partendo dall'incrocio di faraone Fulvette con Lilla ed Azzurre:
si ottennero soggetti con piumaggio celeste chiarissimo con e senza perle
che furono appunto denominate Bluette (Ghigi A., 1968). Lo stesso
Ghigi afferma però che l'attrattiva di queste faraone è
puramente genetica, essendo di gran lunga più attraenti le razze
progenitrici.
Rarissimi esemplari di razza Bluetta sembrano essere allevati in Germania
ed inoltre la razza è nota negli Stati Uniti dove è discretamente
allevata.
FARAONA CAMOSCIATA
Fu selezionata a partire da un esiguo gruppo
di soggetti presentati erroneamente come faraone bianche alla Esposizione
Avicola di Parigi. Il Ghigi, osservando la pelle di questi soggetti, si
rese conto di trovarsi di fronte ad una nuova mutazione e dopo aver acquistato
gli animali visti a Parigi cominciò nel 1922 la selezione di una
nuova razza di faraone. Segnalazioni di animali di questo tipo vengono
anche dall'Inghilterra dove Edwards afferma vengano allevate oltre alle
faraone bianche, alcune dalla pelle scura e dalla livrea di un bianco
matto assai apprezzate per le squisite carni. Tutto ciò fa supporre
che la faraona camosciata fosse già comparsa ma nessuno avesse
dedicato tempo alla sua selezione. I soggetti acquistati dal Ghigi si
presentavano con la pelle del capo e del collo scura tanto che la plica
golare si presentava grigia nerastra.
Gradualmente il colore sfumava nel collo
in un marrone caffelatte. Il resto del corpo era di un bianco brunastro
con ben evidenti le perlature mentre le zampe erano grigio giallastre.
Fu proprio dalla fissazione dei caratteri di questi soggetti che trasse
origine l'odierna razza Camosciata (Ghigi A., 1924, 1927, 1936).
I pulcini di questa razza sono anch'essi ben riconoscibili essendo di
un tenue colore giallastro percorso longitudinalmente da sottili strisce
dorsali colore camoscio.
La razza Camosciata è poco diffusa sul territorio italiano.
| |
|
|
| |
Gruppo di Faraone Camosciate
|
|
|
| |
|
|
|
|
| |
Coppia di F. Camosciata
|
faraoncini di F. Camosciata a poche ore di vita
|
|
|
FARAONA FULVETTA
Si tratta di una razza creata a scopo sperimentale dal Ghigi che
ne curò anche per um periodo l'allevamento e la selezione.
Le razze impiegate nell'incrocio iniziale furono la Paonata e la Camosciata;
dalla seconda generazione di questo incrocio nacquero soggetti che presentavano
una livrea fulvo di varia gradazione, sia con perle che senza perle, con
pelle pigmentata e tarsi grigio giallastri. Dalla selezione dei soggetti
in stretta consanguineità prese origine la razza Fulvetta (Ghigi
A., 1968; Bonadonna T., 1951).
Piuttosto rara ma talvolta la colorazione si ripresenta attraverso incroci
con varie colorazioni.
FARAONA GRIGIA O COMUNE
La somiglianza delle nostre galline faraone
con la specie ancestrale africana è molto evidente: i bargigli
delle forme domestiche sono in massima parte rossi, inoltre come nella
Numida meleagris meleagris possiedono alla base del collo un anello di
penne violacee prive di perle. Un autore greco Ateneo, così la
descrisse, uccello che ha la pelle del capo e del collo "colore d'argilla
tendente al rossastro". Da questa antica locuzione e da altre testimonianze
di autori dell'antichità si può affermare con una certa
sicurezza che la faraona attualmente allevata deriva dalla già
menzionata Numida meleagris meleagris. La faraona grigia comune, pur rimanendo
fedele alla sua progenitrice selvatica, attualmente nella sua domesticazione
ha subito notevoli cambiamenti, il suo peso infatti nella tipologia industriale
può raggiungere anche i due chili e mezzo circa e poco meno nel
maschio, questo tipo di selezione è piuttosto frequente negli allevamenti
soprattutto nel nord. Quando il loro normale peso dovrebbe essere intorno
al chilo e mezzo. Questo differenziamento sessuale del peso non si nota
nella specie selvatica, inoltre elmo corneo i bargigli e le pieghe cutanee
facciali sono più sviluppati e evidenti nella forma domestica.
Il colore dei tarsi nella forma selvatica è ardesia nella domestica
invece talvolta compaiono delle macchie gialle che attraverso una accurata
selezione e possibile eliminare questa caratteristica. Il piumaggio è
simile al 'grigio ferro' con riflessi metallici costellato di innumerevoli
macchie a perla bianche circondate da un'orbita nera. Talora si possono
osservare macchie bianche sul petto e alcune remiganti completamente bianche
che sono da evitare se la selezione è volta ad ottenere un piumaggio
perfetto (Arduin M., 1992; Ghigi A., 1936; Bonadonna T., 1951; Vecchi
A., 1929, 1944).
I pulcini alla nascita sono striati da linee scure su fondo chiaro (come
nella specie selvatica del resto) per rendere i piccoli più mimetici
e all'occhio di un eventuale predatore.
| |

coppia di faraona Grigia comune
|
|

gruppo di faraone Grige comuni
|
|
| |
|
|
| |
Coppia di Faraone Grige comune (il maschio
sulla destra) f.C. L. Fracanzani
|
|
FARAONA GRIGIA DISSIMILE
Si tratta di una mutazione che ha colpito
la faraona domestica. Il lavoro di selezione compiuto in seguito presso
la Stazione Sperimentale di Pollicoltura di Rovigo dal Prof. A.M.Taibel
fu volta a creare una nuova razza di faraona che fu definitivamente fissata
nel 1949 come riportato ampiamente in uno scritto dello stesso. Tali soggetti
furono denominati "Faraona Dissimile", molto vicina alla Grigia
nell'abito da adulto (piume del collo nere con fine macchiatura bianca
anziché violette e senza macchie), ma molto differente nell'abito
del pulcino (bruno cupo uniforme senza striatura longitudinale nera nelle
parti superiori, mentre nelle parti inferiori comprese guance e punta
delle ali; il piumino si presenta bianco (Arduin M., 1991). Di
tale faraona, purtroppo, si hanno scarse notizie che permettono solamente
la sommaria descrizione del piumaggio.
La faraona Dissimile è da ritenersi attualmente completamente scomparsa.
| |
|
|
|
|
| |
|
teste di faraoncini a confronto tra faraone Grige
Comuni e Grige Dissimili
(sulla sinistra Dissimile a destra G. Comune)
|
|
|
FARAONA LILLA
Questa razza di faraone è senz'altro
la più diffusa dopo la grigia. A volte la si può incontrare
sotto il nome di Grigio perla, ma si tratta comunque della stessa razza
(Voitellier C., 1915). La faraona lilla è caratterizzata
da una livrea lilla cinereo su cui spiccano regolarmente numerosissime
macchie a perla. Nel resto delle caratteristiche questa razza è
del tutto simile alla Grigia comune sia nel colore della testa quanto
nella pigmentazione della cute, mentre i tarsi sono spesso di tinta grigio-nerastra
uniforme, carattere difficile da fissare nella razza grigia comune. Una
peculiarità di questa razza è il peso che è sempre
piuttosto elevato, tanto che non sono rari soggetti di 2 kg e oltre. Si
tratta di una razza nota da tempo immemorabile, comparsa in alcuni villaggi
della stessa Africa, come pure in zone lontane dell'Est Europa (Ghigi
A., 1968). Molto caratteristici sono i pulcini che pur presentando
il disegno a strisce tipico dei comuni faraoncini, risultano avvolti da
un intenso alone turchino che li rende molto belli alla vista. La faraona
lilla è stata anche utilizzata come razza incrociante per la formazione
di nuovi ceppi. Fu, infatti, impiegata dal professor Ghigi nella formazione
della razza Azzurra e Bluetta dando sempre ottimi risultati. Attualmente
viene allevata oltre che in Italia in Belgio e in Germania ma rimane comunque
una varietà rara.

Coppia di Faraone Lilla (maschio sulla sinistra) f.C.
L. Fracanzani
FARAONE MOSAICO
La faraona mosaico era molto interessante
dal punto di vista genetico. Fu ottenuta dal prof. Ghigi nell'ambito di
un interessante studio sul comportamento degli incroci di varie razze
di faraone con la faraona albina. Contrariamente a quanto avviene negli
incroci di altri galliformi con la loro forma albina (pavone, pollo) in
cui si osserva un piumaggio più o meno macchiettato di bianco,
nella faraona si ottiene un mosaico nel quale tutta la parte inferiore
del corpo con le remiganti primarie esterne è bianca. Reincrociando
questo mosaico di prima generazione con la faraona bianca pura si ottengono
nella misura del 50% faraone bianche pure e nel restante 50% faraone mosaico
caratterizzate da un'area bianca della zona ventrale più estesa.
L'effetto ottico su questi animali era quello di vedere soggetti con la
parte superiore colorata divisa nettamente da una parte inferiore bianca
(Ghigi A., 1968).
FARAONA PAONATA O VIOLETTA
La paternità di questa razza per la
sua prima identificazione dovrebbe andare al naturalista Tedesco Reichenow
che durante i suoi viaggi in Africa rinvenne, presso alcuni villaggi faraone
particolarmente scure e prive di perle che denominò Numida Zechi.
Egli non poteva sapere che nell'Italia settentrionale già da tempo
si allevavano faraone dette Paonate che presentavano perfettamente i caratteri
della Numida Zechi. Fu solo dopo molti anni che il Prof.Ghigi, impegnato
nello studio del genere Numida, confrontando animali impagliati del museo
zoologico di Berlino con quelli delle campagne Italiane ne scopri l'identicità
(Ghigi A., 1936). Fu questa l'ultima occasione in cui si senti
parlare di Numida Zechi, parallelamente però nacque un vivo interesse
per la faraona Paonata che fino ad allora era pressoché sconosciuta.
Il nome le deriva da una grossolana rassomiglianza con la femmina del
pavone. Il carattere principale sta nella quasi scomparsa delle macchie
a perla, queste rimangono visibili nei fianchi e nel sottocoda, ove però
sono più piccole meno numerose e di fattura meno regolare che nella
Grigia. In certi esemplari in luogo di perle bianche esistono strie trasversali.
La perlatura è anche presente, sebbene ridotta, irregolare ed imperfetta,
nelle scapolari e nelle secondarie, limitatamente alla porzione vicina
alla rachide ed alla parte basale delle penne; anche una parte delle penne
del dorso ha macchie bianche imperfette verso la base del vessillo ma
non sono visibili nel mantello integro. Questo risulta di un violaceo
scuro analogo al collare della razza grigia ma assai più cupo.
Le piccole copritrici delle ali sono più decisamente violette;
sulla schiena e sul groppone permane, almeno sulla parte centrale delle
penne, una tenue punteggiatura biancastra sulle barbe mentre le porzioni
apicali di queste sono decisamente nere. Sul vessillo interno delle secondarie
esistono perle, e sulle primarie esistono strie bianche. Nel complesso
si tratta di una forma melanica nella quale alla riduzione delle perle
corrisponde una maggiore estensione su tutto il corpo, del color vinoso
del collo reso inoltre assai più intenso (Fracanzani C. L.,1962
1981, 1985). Una particolarità della livrea di queste faraone
è inoltre quella di cambiare il colore della penna a seconda dell'ambiente
in cui viene allevata: se viene mantenuta in parchetti esposti al sole,
il colore da nero-violaceo diventa più chiaro, quasi rossiccio,
mantenendosi tale fino alla successiva muta. Questa caratteristica le
ha valso il nome di faraona Paonazza.
Il pulcino paonato ha le parti inferiori e le ali bianche. Il fulvo delle
parti superiori è pallido, e la stria mediana del capo è
più sottile, più ondulata che non nella razza grigia. L'abito
giovanile del pollastro di Paonata è sensibilmente diverso da quello
della Grigia. Invece di essere fulvo rossiccio è gialliccio pallido,
abbondantemente perlato nelle prime penne che mutano di giallastro, ed
è decisamente più chiaro del pollastro grigio.
I muscoli pettorali delle femmine risultano più sviluppati ed il
peso corporeo, che nel maschio adulto si aggira sui 1.8 kg, nella femmina
spesso supera i 2 kg.

gruppo di F. Paonate f. M. Arduin
FARAONA PEZZATA
Si tratta di una faraona colorata presentante
pezzature bianche irregolari al ventre, al petto, alle remiganti ed alla
testa. Non è mai stata oggetto di selezione volta ad uniformarne
i caratteri. Questo tipo di faraona è ricomparso presso alcune
mostre avicole, ma non sembra aver suscitato l'interesse degli allevatori.
Sembra invece che negli Stati Uniti questa razza goda di una grande popolarità
e sia molto allevata. La faraona pezzata è molto simile alla faraona
Mosaico.
COLORAZIONE DEI FARAONCINI ALLA NASCITA:

Faraoncini (da sinistra): Bianca e/o Albina, Grigia Comune, Lilla, Paonata
e Azzurra Ghigi
f.di C.L. Fracanzani
UNA
FAVOLA SULLE FARAONE.
|