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IL CIGNO La razza bianca o Reale, originaria dell'Oriente, è quella che costituisce per i laghetti dei parchi il maggior ornamento. Le forme armoniose, le maestose movenze, il collo lungo e flessuoso, lo sguardo dolce, concorrono a renderlo simpatico ed attraente. A differenza dell'oca, e dell'anitra non può assolutamente far a meno dell'acqua passando in essa la maggior parte della sua vita. Sul nudo terreno cammina a fatica: non fa mai sentire alcuna voce, così che una volta era ritenuto muto.
Proviene
dalla specie selvatica che alle volte è "di passo" anche in alcune
nostre regioni settentrionali. Tra i pennuti di lusso è il più voluminoso
potendo misurare m 1,90 di lunghezza e pesare oltre 14 kg. E' molto longevo raggiungendo
70 anni.
Altre razze, oltre a quella sopracitata, che è la più importante, sono: il C. nero, di taglia un po' minore e con le sole remiganti bianche: è originario dell'Australia: vi è pure una, varietà candida, col collo e la testa nera, che vive nel Sud America. Il C. canoro è detto anche "musico" per la sua voce armoniosa: è di medio sviluppo, totalmente candido, e vive in Russia. Il C. trombetta ha invece voce stridula; il C. nano è il più piccolo, ed il C. anatoide assomiglia all'oca.
Gli stagni
o le vasche destinate all'allevamento dei cigni dovranno avere in uno o
più punti i bordi in lieve pendio onde permettere ai grossi pennuti di
poter entrare od uscire dall'acqua agevolmente. Se la superficie dell'acqua fosse
notevole, e si volesse adibirne solo una parte o suddividerla in vari recinti,
si dovranno prima distribuire alla distanza di 5 m dei paletti e fissarvi una
rete metallica, con maglie di 45 mm, alta un metro sopra l'acqua e quasi altrettanto
al disotto.
Per
la riproduzione si sceglieranno maschi di 3 anni e femmine di 2, tenendo
presente che, essendo rigorosamente rispettata la monogamia, se nei periodi normali
anche più individui fraternizzano, durante l'estro amoroso bisogna subito
separare i maschi per evitare che si abbandonino a sanguinose, lotte.
I
piccoli nascono ricoperti di una pelurie grigiastra: due giorni dopo vengono
condotti dai genitori nell'acqua onde si famigliarizzino subito con quella che
sarà la loro abituale dimora. Nei primi giorni bisogna evitare di toccare
il nido od i nati perchè i genitori possono mostrarsi aggressivi.
L'alimentazione è la stessa delle anitre: ai piccoli si dànno pastoni di farina d'orzo, riso cotto, pane inzuppato di latte, unitamente ad insalate tagliuzzate e minuzzoli di carne. In seguito si somministrano patate cotte, farina, mais franto, frumento di scarto, pastoni di crusca, erba medica, trifoglio, nonchè vermetti, insetti, pesciolini e quanto altro si suol trovare nelle acque dolci. Se la mangiatoia è in legno, grande e piatta, si può anche metterla a galleggiare nello stagno.
Lo spennamento si attua al momento della muta (in
maggio ed ottobre) come per le oche; il materiale ricavato si adopera per imbottire
copripiedi e guanciali. La carne del cigno è scadente.
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