Nemici dei
polli
Tratto da Pollicoltura di Marino Cortese 1969 Edito dalla
Hoepli (prefazione)
In
molte campagne la vita dei polli é sovente insidiata da vari nemici che,
con ogni astuzia, e di solito di nottetempo, riescono a penetrare nei pollai compiendo
anche delle vere stragi. Con un po' di attenzione non é difficile venir
a conoscere a chi si deve attribuire il misfatto.
La Faina, dopo
di aver sgozzato con un morso alla gola od alla nuca le sue vittime, ne asporta
soltanto qualcheduna, in caso diverso si limita a divorarne il petto o la testa.
La
Martora ha dimensioni assai superiori della precedente potendo raggiungere
un metro e più: presenta pelame di vario colore con una macchia giallastra
sul collo : è solita nascondersi nella cavità degli alberi: nelle
campagne non é indifferente il danno che arreca cacciando lepri e marmotte.
Quando riesce a penetrare in un pollaio sgozza quante più vittime può,
limitandosi però ad asportarne una sola.
La Donnola, avendo taglia
assai minore, può più facilmente insinuarsi nei ricoveri ove lascia
molte vittime spellate e con un foro sulla testa che le serve per succhiarne il
cervello. Col cambiamento delle stagioni, muta il colore del mantello che da molto
chiaro durante l'inverno, diviene nerastro d'estate (solo il ventre rimane bianco).
La Puzzola ha muso allungato e provvisto di un ciuffo di baffi che le servono
molto bene quali organi di tatto. Astutissima riesce a penetrare nei pollai anche
attraverso a piccoli fori: se non può trasportare nella sua tana le vittime,
le decapita e ne mangia il cervello. Il passaggio di questo mammiferino lo si
rileva facilmente dall'odore fetido (donde il suo nome) che sempre lascia nei
luoghi frequentati.
Fig. 204 - Faina
L'Ermellino
uccide per il solo gusto sanguinario in quanto abbandona i cadaveri, intatti,
sul posto.
La Volpe, per la sua notevole taglia, é tra le precedenti
predatrici la più feroce perché nessun soggetto é risparmiato
e quelli che non può asportare li seppellisce nelle vicinanze per potersene
cibare in seguito.
Il Gatto selvatico divora completamente gli individui
assaliti.
La Lontra, che per le sue abitudini acquatiche é solo
pericolosa per le fattorie situate in prossimità di fiumi, aggredisce,
anche di giorno, portandosi via, senza lasciare alcuna traccia, individui adulti
e pulcini. Questi ultimi
purtroppo sono pure cacciati dai ratti, dai cani cuccioli
e dai gatti domestici.
Neppure le uova sono risparmiate: la Gazza
ed il Riccio le forano e ne succhiano il contenuto; la Faina e la Donnola
le asportano nascondendole sotto le foglie, la Volpe le interra, il Ghiro
e la Puzzola le rubano per abbandonarle intatte ma col guscio sporco.
Fig.
205 - Rustico pollaio pensile.
La
difesa si attua con trappole, con appostamenti, con cani istruiti, dopo di aver
chiuso alla sera ogni apertura del ricovero o di averla munita di solidi telai
metallici. Nel Veneto, ed in altre regioni, molti coloni solevano premunirsi facendo
ritirare al tramonto i loro pennuti in rozzi ricoveri, con accesso mediante una
scaletta di corda, posti alla sommità di un palo.
Le
famiglie che vivono nelle regioni montuose o quelle che si trasferiscono durante
l'estate nelle baite dei pascoli alpini vedono pure i loro polli sotto la continua
minaccia degli uccelli rapaci, Aquile, Falchi, Nibbi, Corvi,
che solo si possono tener lontani con frequenti colpi di fucile. (M.Cortese
1969)
_______________ piuma _______________
La
situazione odierna
Oggi
il rapporto con i predatori è decisamente cambiato. Purtroppo molti degli
animali citati da M. Cortese attualmente sono a rischio di estinzione (sono
quasi scomparsi... proprio come sono scomparse molte razze di polli italiani).
Aquile, Falchi, Gatto selvatico, Lontra, ecc. sono giustamente protetti e i pollai
sono strutturati e gestiti in maniera diversa ripetto al passato ma soprattutto
non sono più così numerosi.
L'equilibrio biologico è stato
completamente sconvolto dagli errori dell'uomo. Gli spazi delle campgne Faine
e Volpi sono costrette ad avventurarsi sempre di più agli insidiamenti
dell'uomo per trovare cibo. abitazioni ancora numerosi e